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rugby - IL PERSONAGGIO 

Mattei: «Ho giocato 27 campionati seniores mi pesa smettere, la famiglia è il mio faro»

Niccolò Tempestini
Carmelo Mattei in possesso di ovale e con la maglia dei Cavalieri Prato (Foto Batavia)
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Carmelo Mattei in possesso di ovale e con la maglia dei Cavalieri Prato (Foto Batavia)

L’atleta pratese ha iniziato a 5 anni nello Iolo per proseguire con Cavalieri Prato, Siena e Florentia, dalla serie C2 alla serie A

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PRATO. Le restrizioni dovute al coronavirus covid-19 hanno interrotto qualsiasi attività sportiva fino al 3 aprile, tra gli appuntamenti saltati anche l’amichevole tra Gispi Tigers e Florentia con da una parte i verdeblù desiderosi di concludere al meglio la prima stagione in serie C nazionale, dall’altro i fiorentini primi in serie B e impegnato nella cavalcata che molto probabilmente li vedrà promossi a fine stagione in serie A. L’amichevole sarebbe stata anche l’occasione per rivedere a bordo campo Carmelo Mattei, figura iconica del rugby pratese formato nel Rugby Iolo, divenuto un simbolo dei Cavalieri Prato degli anni 2000 e da alcuni anni prima giocatore e poi uomo spogliatoio del Florentia. Mattei, detto “Melo”, è stato uno dei rugbisti più simbolici e rappresentativi che la Toscana abbia espresso negli ultimi due decenni, in campo dall’età di cinque anni ai quarantadue quando ha dovuto appendere le scarpe al chiodo per sopraggiunti limiti di età. «Ho iniziato a giocare prima del consentito – ricorda Mattei – nei primi anni Ottanta non si poteva prendere parte all’attività rugbistica fino ai sei anni, ma avevo solo 5 anni e mi hanno detto che per farmi giocare utilizzarono un documento diciamo misterioso».

Carmelo, ha conosciuto e condiviso i campi da rugby con molte generazioni di giocatori in questi trentasette anni di carriera. «Ho attraversato tre decadi, iniziando a giocare nei seniores a sedici anni e concludendo ventisei stagioni dopo – spiega Mattei – è facile immaginarsi quante persone ho conosciuto e quante situazioni ho visto cambiare, evolvere o sparire, sono stato molto fortunato».

Un passato trascorso difendendo quattro maglie: lo Iolo, i Cavalieri Prato, il Siena ed il Florentia: «Ogni esperienza mi ha arricchito come uomo e come sportivo, sono legato ad ogni ricordo – racconta Mattei – I più belli sono conseguenti le vittorie sportive, le varie promozioni che ho raccolto negli anni, dalla C2 alla vittoria della serie A nel 2009. Il più brutto è legato a come mi sono sentito escluso dai Cavalieri dopo tanti sacrifici e senza neanche un ringraziamento». Alti e bassi che non gli hanno impedito di infiammare gli animi dei suoi tifosi: «Adesso mi trovo molto bene a Florentia, il gruppo mi ha sempre accettato e mi sento apprezzato per quanto riesco a dare, anche adesso che, avendo interrotto l’attività, vado al campo soltanto una volta la settimana per fare una sgambata».

Mattei, nonostante le tante stagioni ad alto livello, non ha mai abbandonato la professione lavorativa, continuando sempre a dare l’esempio e riuscendo a conciliare la famiglia, lo sport e il lavoro. «Non ho mai giocato per soldi, molti mi hanno detto di esser pazzo a rifiutare certe offerte, ma per me il rugby è amore e passione e quando sono sceso in campo l’ho sempre fatto per la maglia ed i miei compagni, cose che non hanno un prezzo».

Melo ha calcato i campi di tutta Italia dalla serie C alla seria A rimanendo quasi sempre impresso anche agli avversari per la sua tenacia e durezza nel gioco: «Non mi ritengo un esteta del gioco, – spiega Mattei – sono sempre andato piuttosto al sodo, anche a costo di rimetterci fisicamente, per fortuna ho la testa dura». In un momento in cui il rugby nazionale ha arrestato la sua crescita in ordine di pubblico ed interesse, per non parlare dei risultati, uomini come Carmelo sarebbero essenziali per trasmettere i valori di appartenenza e sacrificio. «Ho visto presunte bandiere cambiare la propria squadra per un rimborso spese o per qualche possibile vantaggio, – racconta Mattei – sono cresciuto in un altro ambiente, diverso, forse per l’attuale direzione intrapresa il rugby nazionale non evolve in positivo».

Mattei ha affrontato e condiviso il rettangolo di gioco con molti fuoriclasse e giocatori internazionali, alcuni di loro continua a sentirli. «Le cose che ricordo con più piacere sono le persone che ho incontrato, compagni di squadra che fanno ancora oggi parte della mia vita quotidiana come Lici Villagra, ex capitano dei Cavalieri, Bruno Stefani e Alessio Neri, ma anche figure ed allenatori importanti come l’indimenticato Guglielmo Prima». Oggi dopo aver smesso da alcuni mesi Carmelo Mattei non si perde d’animo nelle domeniche rimaste senza sfide rugbistiche: «Sento la mancanza dell’agonismo, del pre-partita e anche del post partita, ma per fortuna – conclude Mattei – ho una splendida famiglia con due bambini eccezionali che nel weekend mi rendono felice allontanando la nostalgia di un tempo che purtroppo ormai non c’è più». –
 

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