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Quando Tarzan demolì il “muro” del minuto

Quando Tarzan demolì il “muro” del minuto

Johnny Weissmuller e quell’impresa nei 100 stile libero a 18 anni Vinse tutto, poi arrivò Hollywood e diventò il re della giungla

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L’urlo di Tarzan infranse il muro psicologico del minuto. Il 29 luglio 1922 la specialità regina del nuoto, i 100 stile libero, voltarono decisamente pagina, grazie a un diciottenne dal fisico scolpito nel granito, baciato dagli Dei della meccanica applicata alla piscina. Un portento, Johhny Weissmuller, nato per galleggiare, per scivolare sull’acqua, per esprimere la massima velocità coniugandola con la potenza delle braccia e l’azione trainante delle gambe. già, Weissmuller: il ragazzo xhe, dieci anni dopo, avrebbe fatto tremare la foresta e tutti i suoi animali con l’indimenticabile urlo di Tarzan.

Quel giorno, nella piscina di Alameda, piccolo centro adagiato su un’isoletta nella baia di San Francisco, il ragazzo che era stato registrato nel 1904 all’anagrafe di Freidorf, impero austro-ungarico (l’attuale Romania, Timisoara) come Janos Weissmuler, si fece letteralmente beffe di quel muro fino a quel momento invalicabile, il minuto per coprire le due vasche. Il primato, fino a quel momento, apparteneva a un colosso hawaiano di nome Duke Kahanamoku, che aveva nuotato in 1’01”. Poco da stupirsi: a quei tempi si imparava a nuotare tra le onde del mare , le piscine scarseggiavano e spesso erano gli esotici isolani a fare la differenza.

Prendete Kanamoku: era un asso in tutto ciò che si poteva fare sull’acqua. Era nuotatore, ma anche surfista e soprattutto attore (anche lui, già): dal 1925 al 1932 comparve in diverse pellicole di Hollywood, sempre cavalcando le onde con il suo sorriso stampato sul volto. Una vita da romanzo: fino al 1961 fu lo sceriffo della contea di Honolulu, per capirci.

Quello era il nuoto, negli anni Venti, e l’apparizione del gigante romeno, sbarcato nel nuovo mondo all’età di un anno e poi stabilitosi con la famiglia in Pennsylvania, portò questa disciplina a ribalte mediatiche mai vissute prima. Sì, perchè dopo aver vinto tutto, quel ragazzo diede il volto, ma soprattutto il fisico e il leggendario urlo, a uno dei personaggi che più colpivano la fantasia: Tarzan, il re della giungla.

Ma facciamo un passo indietro. Siamo a Windber, Pennsylvania, dove il padre di Johnny trova lavoro come minatore. Pochi soldi, tanti sogni: quello del ragazzino è nuotare, e diventare il migliore. Si iscrive a tutte le competizioni del circondario, e le vince tutte. E quando non gareggia, visto che intanto la famiglia ha fatto armi e bagagli per Chicago, la città del vento, si tuffa nel lago Michigan e macina chilometri.

A 12 anni, il futuro Tarzan viene tesserato per la squadra della YMCA ((Young Men’s Christian Association), e visto che la voglia di studiare non lo assale particolarmente, trova un posto di lavoro al Plaza Hotel di Chicago come fattorino e addetto agli ascensori. Continua ad allenarsi all’Illinois Athletic Club, sognando di poter un giorno partecipare alle Olimpiadi, e mettendo a punto il suo tipo di nuotata, così moderno e diverso dai canoni dell’epoca.

A soli 17 anni, nel 1921, Weissmuller vince la finale dei campionati nazionali dilettanti, dei 50 yards stile libero. Già, yards: perchè fino alle Olimpiadi del 1924 non sarebbero state introdotte le odierne misurazioni in metri delle distanze.

Johnny è nato all’estero,e potrebbe avere problemi per essere inserito nella selezione statumitense per le Olimpiadi del 1924. Così ricorre a uno stratagemma: afferma di essere nato in Pennsylvania e come nascita indica quella del fratello minore, Peter. I controlli, evidentemente, non sono il massimo e così il futuro Tarzan riesce ad avere il passaporto statunitense: la via verso i Cinque cerchi adesso è tutta in discesa. Johhny, col cuore incendiato dall’emozione, sbarca a Parigi con la squadra di nuoto. Ed è un trionfo, come nella più bella delle favole. Weissmuller è un drago a cento teste, un mix tra Spitz e Phelps, nuota tutto e vince tutto. Il primo oro arriva nei 400 sl in 5’04″2, distanza di cui era già primatista mondiale dall’anno precedente. Due giorni dopo vince l’oro con la staffetta 4x200 sltile libero statunitense e infine arriva anche l’oro, naturalmente, nella “sua“ gara, quella dei 100.

Potrebbe anche finire qui, ma sono gli anni Venti e tutto è possibile. Così Johnny, che non ha ancora finito le sue paurose riserve di energia, si infila la canottina e decide che sì, vuole anche giocare a pallanuoto. Alla nazionale Usa sembra vero avere due braccia e due gambe del genere, e così arriva un bronzo che tanto male non è: Weissmuller torna a casa con quattro medaglie al collo.

Quattro anni più tardi, partecipa alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 e vince altri due titoli olimpici: oro nei 100sl in 58″6 e oro nella staffetta 4 x 200 sl in 9’36″2. Oltre alle 6 medaglie olimpiche, Weissmuller riesce a vincere ben 52 titoli nazionali statunitensi e a stabilire ben 67 record mondiali, che lo rendono uno dei nuotatori più forti di tutti i tempi, nonché il nuotatore più forte degli anni Venti, of course.

In piscina ha vinto tutto perchè così era destino. Ma l’immagine vincente, giovane, atletica, perfetta del ragazzo nato in Romania non può sfuggire allo show biz di Hollywood, alla macchina dello spettacolo che sta muovendo i primi passi. Così, nel 1929, una grande azienda che produce costumi da bagno sceglie Johhny come modello e come, si direbbe oggi, testimonial. Ed è un successo clamoroso: il campione gira gli States in lungo e in largo, tra dimostrazioni di nuoto, sedute di autografi, distribuzione di volantini.

E’ bravo, disinvolto, piace alle donne, chiaramente. Il cinema non si può non accorgere di lui, e infatti il matrimonio si fa. Firma un accordo della durata di sette anni con la principale major cinematografica, la Metro-Goldwyn-Mayer.

Il regista Van Dyke gli assegna il ruolo di Tarzan nel film “Tarzan l’uomo scimmia” (Tarzan the Ape Man) del 1932, che lo consacra come stella del grande schermo. Sul finire degli anni ’50, Johnny lascia il mondo del cinema e si trasferisce prima a Chicago dove apre una piscina e poi a Fort Lauderdale (nel 1965). Proprio a Fort Lauderdale fonda l’International Swimming Hall of Fame (ISHOF), organizzazione che si occupa di promuovere la diffusione e l’insegnamento del nuoto in tutto il mondo, nonché di onorare tutti coloro che si sono particolarmente distinti nel campo del nuoto e del nuoto di fondo, del nuoto sincronizzato, dei tuffi, e della pallanuoto.

Questo sarà il suo lascito più grande al mondo dell’acqua. Johnny Weissmuller muore il 20 gennaio 1984 ad Acapulco dopo aver tracciato un solco incredibile nella storia del nuoto mondiale e un piccolo, grande segno sul grande schermo. Una vita da romanzo. —

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