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Tumore alla prostata, in Toscana la prima volta dell’intervento che non richiede incisioni chirurgiche e riduce il recupero

di Redazione web

	Lo staff di Urologia dell'ospedale di Campostaggia: Mario Savino, Nicola Tosi, Rudi Xhaferi, George Benaim, Chiara Catalano e Marco Chirico
Lo staff di Urologia dell'ospedale di Campostaggia: Mario Savino, Nicola Tosi, Rudi Xhaferi, George Benaim, Chiara Catalano e Marco Chirico

La nuova tecnica mininvasiva utilizza gli ultrasuoni per colpire la malattia, riducendo i tempi di recupero e gli effetti collaterali per i pazienti: è stata eseguita all’ospedale di Campostaggia

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POGGIBONSI. È stato compiuto un nuovo passo in avanti nell’Asl Toscana sud est nella lotta contro le patologie oncologiche maschili. È stato infatti eseguito all’ospedale di Campostaggia, prima volta in Azienda, il trattamento HIFU (High-Intensity Focused Ultrasound) per la cura del tumore della prostata.

Questo traguardo rappresenta un successo per il reparto di Urologia del presidio valdelsano, guidato dal dottor George Benaim, che amplia così il proprio ventaglio terapeutico offrendo ai cittadini un’opzione all’avanguardia, estremamente precisa e, soprattutto, a bassissimo impatto chirurgico.

Cos'è la tecnica HIFU e come funziona

Acronimo di Ultrasuoni Focalizzati ad Alta Intensità, l'HIFU è una procedura terapeutica che non richiede incisioni chirurgiche. Durante l'intervento, una speciale sonda transrettale emette onde ad ultrasuoni ad alta frequenza. Queste onde, pur attraversando i tessuti sani senza danneggiarli, vengono fatte convergere esattamente sulla porzione di ghiandola prostatica colpita dal tumore. Nel punto focale, la temperatura sale rapidamente (fino a 85-90°C), provocando la distruzione istantanea delle cellule tumorali per necrosi termica, ovvero "bruciando" e neutralizzando la lesione.

I vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale (prostatectomia radicale) sono notevoli:

  •  Minima invasività: Nessuna incisione, assenza di sanguinamento e dolore post-operatorio quasi nullo.
  •  Recupero lampo: L'intervento dura pochi minuti e la degenza ospedaliera è solitamente limitata a un giorno.
  • Risparmio dei tessuti sani: La precisione del macchinario permette di salvaguardare i nervi erigendi e lo sfintere urinario, riducendo drasticamente il rischio di incontinenza e disfunzione erettile, che sono le complicanze più temute dai pazienti.

Chi può beneficiare di questo trattamento

Nonostante la sua efficacia, l'HIFU non sostituisce in toto le altre terapie, ma si inserisce come opzione ideale per una specifica fetta di popolazione clinica.

Il trattamento è particolarmente indicato per:

1. Pazienti con tumore prostatico localizzato: La malattia deve essere confinata all'interno della ghiandola prostatica e non deve aver intaccato i tessuti circostanti o i linfonodi;

2. Malattia a rischio basso: È l'opzione d'elezione per i tumori di piccole e medie dimensioni che non presentano un'elevata aggressività biologica;

3. Trattamenti focali: In molti casi, l'HIFU permette di trattare solo il "nodulo" tumorale (terapia focale), risparmiando il resto della prostata sana;

4. Pazienti non candidabili alla chirurgia: Rappresenta una valida alternativa per uomini in età avanzata o con altre patologie (comorbilità) per i quali un intervento chirurgico tradizionale o l'anestesia generale prolungata comporterebbero rischi troppo elevati.

«L'introduzione della tecnologia HIFU nell'Asl Toscana sud est sottolinea l'impegno costante verso una medicina sempre più personalizzata e "su misura" per il paziente, - afferma il direttore di Urologia di Campostaggia Benaim. - Non si tratta solo di curare la malattia, ma di garantire la migliore qualità di vita possibile dopo le terapie. L'equipe urologica dell'Azienda offre oggi ai cittadini del territorio un'arma in più, evitando loro la necessità di doversi spostare verso altri centri per accedere a cure di ultima generazione».

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