Palagiustizia di Prato, 13 milioni di euro per la totale ristrutturazione
Sette milioni già stanziati per interventi conclusi e in corso entro l’estate, ma serve un ulteriore finanziamento: l’ultimazione delle opere nel 2030
PRATO. Il piano di risanamento è scattato nell'ambito di un apposito procedimento penale, che ha portato come prima azione alla rimozione di un vasto deposito incontrollato di rifiuti, anche pericolosi, accumulati nell'area recintata a ridosso del Palazzo di Giustizia di Prato. Poi a novembre 2024 un black out generalizzato del sistema elettrico ha messo a nudo le criticità strutturali dell'edificio e ha obbligato a intervenire, con l’affidamento di una consulenza tecnica eseguita da due esperti.
Così sono partiti gli stanziamenti d’urgenza da parte del ministero della Giustizia per recuperare il tempo perduto, vista «la vetustà e la gravità del degrado in cui versava l’immobile». Cifre assai rilevanti: 3,6 milioni di euro spesi per una serie di interventi già effettuati, altri 3,5 milioni per cantieri che dovrebbero concludersi entro l’estate del prossimo anno. Infine, serviranno altri 5-6 milioni per eseguire le opere che restano, con un orizzonte temporale da qui al 2030. In questo caso da Roma deve arrivare il via libera allo stanziamento.
Il punto sui lavori al Palagiustizia nella nota del procuratore della Repubblica di Prato Luca Tescaroli. Gli interventi conclusi riguardano l’integrazione dei sistemi di rilevazione fumi e allarme sonoro, la messa in sicurezza delle vie di fuga esterne, la prima fase di impermeabilizzazione degli archivi interrati e il ripristino delle coperture della Procura, il risanamento delle autorimesse e la ristrutturazione del centro intercettazioni, il rifacimento di scale, atri e la sostituzione del portone d'ingresso principale.
Entro l’estate 2027 il cronoprogramma prevede il completamento di opere fondamentali sulla centrale termica, sul gruppo elettrogeno, sui percorsi di esodo interni e per il miglioramento energetico e l'isolamento termico delle coperture.
Restano però da affrontare i nodi strutturali più complessi. Nel documento si evidenzia che rimangono da eseguire il rifacimento totale del controsoffitto, dell'impianto di climatizzazione e dell'impianto elettrico. Al momento, i fondi sono garantiti solo per la fase di progettazione.
Per eseguire materialmente le opere, la cui scadenza ideale è fissata al 2030, il ministero dovrà sbloccare altri 5-6 milioni di euro. Si tratta di interventi non opzionali, bensì indispensabili per ottenere la Scia antincendio richiesta dalle normative vigenti per quanto riguarda l’attività degli uffici. Inoltre, il procuratore segnala la necessità di ulteriori e tempestivi stanziamenti per risolvere alcune criticità dell'ultimo minuto, legate alla stabilità di porte e infissi e al ripristino di due ascensori attualmente fuori servizio.
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