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Livorno, operato di tumore con il robot: l’intervento in diretta al Congresso – Il primario: «Vi spiego i benefici per il paziente»

di Martina Trivigno

	La prostatectomia radicale eseguita dall’équipe dell’Urologia degli Spedali Riuniti e l’équipe
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La prostatectomia radicale eseguita dall’équipe dell’Urologia degli Spedali Riuniti e l’équipe

La prostatectomia radicale per un 74enne davanti ai medici collegati a Riccione. Il primario dell’Urologia: «Tanti i benefici, trauma chirurgico e dolore molto ridotti»

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LIVORNO. Dalle sale operatorie dell’ospedale di Livorno al maxi schermo del Congresso nazionale della Società italiana di Urologia (Siu), a Riccione. L’Urologia livornese è stata protagonista di un intervento di chirurgia robotica trasmesso in diretta durante il 99° Congresso nazionale della Siu, in programma da mercoledì scorso a oggi al Palazzo dei Congressi della città romagnola. L’équipe diretta da Maurizio De Maria, primario dell’Urologia degli Spedali Riuniti, ha eseguito una prostatectomia radicale utilizzando il robot Versius: in pratica, l’asportazione completa della prostata e delle vescicole seminali in un paziente di 74 anni affetto da tumore. Un’occasione di confronto con la comunità scientifica nazionale e, allo stesso tempo, un momento per mostrare le potenzialità di una tecnologia entrata da circa un anno nell’attività chirurgica dell’ospedale.

L'intervento in diretta

Sul maxi schermo dell’auditorium un centinaio di congressisti ha potuto seguire ogni fase dell’operazione, eseguita dalla sala operatoria di Livorno. Un intervento delicato, condotto con la piattaforma robotica Versius, che ha permesso ai partecipanti al congresso non soltanto di osservare il lavoro dei chirurghi, ma anche di interagire con l’équipe, porre domande e approfondire gli aspetti tecnici della procedura. «È stata una bella soddisfazione essere stati coinvolti nelle sessioni di chirurgia del congresso annuale della Società italiana di Urologia – racconta De Maria –. Abbiamo eseguito l’intervento a Livorno, utilizzando la piattaforma Versius, mentre a Riccione i colleghi potevano seguirci in diretta. C’è stata anche un'interazione con la platea, attraverso le domande. L’intervento si è svolto in maniera lineare e corretta e abbiamo ricevuto apprezzamenti. È stata una testimonianza importante del lavoro che stiamo portando avanti».

I vantaggi per il paziente

Ma il risultato più significativo, al di là della vetrina congressuale, è quello che riguarda il paziente. Già il giorno successivo all’operazione, infatti, il 74enne si era alzato, confermando i vantaggi di una chirurgia sempre meno invasiva e sempre più precisa. È proprio qui che la tecnologia robotica mostra il suo valore: incisioni più piccole, minori perdite ematiche, riduzione del dolore dopo l’intervento e tempi di recupero più rapidi. «I benefici per i pazienti sono evidenti – spiega il primario –. La mininvasività consente di ridurre il trauma chirurgico e il dolore post-operatorio, favorendo una mobilizzazione precoce e un ritorno più rapido alle normali attività. Anche i tempi di degenza si accorciano. Negli interventi alla prostata il catetere vescicale viene generalmente rimosso dopo otto-nove giorni e, nella maggior parte dei casi, la dimissione avviene in tempi rapidi, mantenendo ottimi risultati oncologici. C’è poi un dato importante sul fronte della sicurezza: finora non abbiamo mai avuto necessità di ricorrere a trasfusioni di sangue».

Qualità delle cure e sostenibilità

Una rivoluzione che non riguarda soltanto la qualità delle cure, ma anche la sostenibilità complessiva del sistema sanitario. Ridurre le complicanze, abbreviare i ricoveri e consentire ai pazienti di recuperare prima significa migliorare la salute collettiva e, contemporaneamente, contenere i costi diretti dell’assistenza. «Da una parte c’è un evidente incremento della qualità della prestazione sanitaria, dall’altra una riduzione dei costi legati all'ospedalizzazione – evidenzia De Maria – . È un vantaggio per i cittadini e per il sistema pubblico».

Dietro la partecipazione al congresso di Riccione c’è anche un percorso che, in appena un anno, ha portato Livorno a compiere un salto tecnologico importante: l’arrivo della piattaforma Versius è stato reso possibile grazie a un impegno condiviso tra Asl Toscana nord ovest ed Eni, nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto il 17 ottobre 2025, con il coinvolgimento della Regione Toscana e del Comune di Livorno. Un progetto che ha visto l’amministrazione comunale, a partire dal sindaco Luca Salvetti e dall’assessore Andrea Raspanti, impegnarsi nella costruzione di una rete istituzionale capace di favorire l’arrivo della nuova tecnologia all’ospedale cittadino.

«Questo risultato è motivo di grande gratificazione per me e per tutti i miei collaboratori – sottolinea De Maria –. È la dimostrazione di quanto sia cresciuto il nostro reparto e di quanto sia stato importante l’impegno collettivo che ha permesso di portare questa tecnologia a Livorno. Ma ci tengo a dire che la chirurgia robotica non è mai il risultato del lavoro di un singolo chirurgo: è un lavoro di squadra. Coinvolge gli anestesisti, il personale di sala operatoria e tutti i professionisti che accompagnano il paziente nelle diverse fasi del percorso assistenziale. È un modello organizzativo che abbiamo progressivamente consolidato e che oggi ci permette di affrontare procedure complesse con grande efficienza».

E il Versius non è una tecnologia riservata esclusivamente all’Urologia: la piattaforma viene utilizzata anche dalla Chirurgia toracica, confermando la sua natura multidisciplinare e ampliando le opportunità per diverse specialità. «Stiamo sempre più diventando un centro in cui altri colleghi vengono per conoscere la piattaforma, vedere come lavoriamo e approfondire le possibilità offerte da questo sistema robotico – conclude De Maria – . È un riconoscimento importante e un’occasione di crescita per tutto l'ospedale».

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