Prato, commerciante accusato di atti sessuali con una dodicenne: rinviato a giudizio – La denuncia della madre della giovane
Secondo la donna, l’uomo che all’epoca dei fatti, cioè l’anno scorso, era il suo compagno avrebbe avuto rapporti con la figlia della donna. L’uomo, 50 anni, è titolare di un’attività nel centro città
PRATO. Un commerciante cinquantenne è stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare con le accuse di aver compiuto atti sessuali con una minorenne e di maltrattamenti in famiglia.È l’esito, parziale, di un procedimento penale nato in seguito alla denuncia presentata dall’ex convivente del commerciante.
I fatti
Secondo la donna, l’uomo che all’epoca dei fatti, cioè l’anno scorso, era il suo compagno avrebbe avuto rapporti con la figlia della donna, all’epoca dodicenne. Il presunto comportamento dell’uomo è stato qualificato come "atti sessuali con una minorenne", l’articolo 609 quater del Codice penale, che punisce tutti quei comportamenti che non rientrano tra quelli puniti all’articolo 609 bis, la violenza sessuale. Per questo il commerciante era finito in carcere.La minore è stata sentita nel corso di un incidente probatorio e avrebbe confermato il racconto della madre. L’imputato, invece, titolare di un’attività nel centro di Prato, fin dall’inizio ha negato tutti gli addebiti e continua a farlo.Martedì, difeso dall’avvocato Melissa Stefanacci, è comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare Camilla Tesi.
Il “caso”
Nel corso dell’udienza il difensore ha sollevato un’eccezione che, se accolta, avrebbe fatto ricominciare tutto da capo. È risultato infatti che il commerciante all’inizio del procedimento era stato assistito da un avvocato che avvocato non era. O meglio, era uno dei cosiddetti "abogados", quelli che prendono l’abilitazione in Spagna o in paesi dove è più facile superare l’esame. Ma spesso quei titoli, com’è nel caso in questione, non sono riconosciuti dal nostro ordinamento giudiziario. Dunque l’indagato è stato assistito da un professionista che non aveva alcun titolo per farlo.Il giudice ha respinto l’eccezione sostenendo che sarebbe toccato all’indagato l’onere di verificare se il suo avvocato fosse veramente un avvocato abilitato. Una considerazione contestata dalla difesa, che farà appello contro la decisione del gup. Al momento comunque il processo al commerciante è stato fissato e sarà in quella sede che dovrà tentare di difendersi.
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