Prato, il Ministero risarcirà con 6 mesi di stipendio un’insegnante precaria da 10 anni
Il Tribunale ha accertato un numero di contratti a tempo determinato oltre il limite di legge
PRATO. Il Tribunale di Prato ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a risarcire una docente pratese che ha vissuto anni di precariato scolastico, riconoscendo l’illegittima reiterazione dei suoi contratti a tempo determinato. La sentenza, depositata il 6 ottobre, accoglie il ricorso promosso dall’ insegnante, assistita dall’avvocato Matteo Senesi.
La ricorrente ha prestato servizio alle dipendenze del Ministero, senza soluzione di continuità, con supplenze annuali su organico di diritto dal 2015/16 al 2025/26, ben oltre il limite dei 36 mesi fissato dalla normativa. Il giudice ha accertato un numero di incarichi a tempo determinato ampiamente superiore ai limiti di legge, applicando la disciplina rafforzata introdotta dal decreto legge 131/2024, che ha elevato la forbice dell’indennità risarcitoria da un minimo di 4 a un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del Tfr.
Il Tribunale ha inoltre respinto l’eccezione di prescrizione sollevata dall’Amministrazione, richiamando la giurisprudenza più recente della Corte di Cassazione, secondo cui il termine decennale decorre dall’ultimo contratto stipulato, data la natura unitaria del diritto al risarcimento del cosiddetto “danno comunitario”.
Il Tribunale ha quantificato il risarcimento in proporzione agli anni di abuso accertato per la docente, sommando al minimo di legge una mensilità per ogni annualità di reiterazione oltre il limite triennale: alla docente è stata riconosciuta un’indennità pari a 6 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr, oltre agli interessi legali dalla domanda al saldo.
«Questa sentenza restituisce dignità e giustizia a chi, per anni, ha tenuto in piedi la scuola statale con contratti precari rinnovati di anno in anno, senza alcuna prospettiva di stabilizzazione – commenta Luigi Rocca, segretario territoriale della Uil Scuola Prato – Non parliamo di numeri astratti, ma di persone che hanno insegnato con dedizione, sostenendo con il proprio lavoro quotidiano la scuola pubblica, e che l’Amministrazione ha continuato a considerare ‘temporanee’ anche dopo dieci anni di servizio ininterrotto. Come Uil Scuola continueremo gratuitamente a sostenere ogni azione legale utile a far emergere questi abusi e a chiedere, con ancora più forza, una vera stabilizzazione del personale precario della scuola: è una questione di giustizia sociale, prima ancora che giuridica».
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