Prato, c’è un “mercato” dei posti in fila per le richieste di protezione internazionale
Qualcuno paga tra i 1.000 e i 1.500 euro per saltare la coda. La polizia ha arrestato cinque persone che domenica 30 agosto hanno dato vita a una rissa davanti alla Questura
PRATO. Ogni fine settimana c’è qualcuno che paga dai 1.000 ai 1.500 euro per saltare la fila davanti alla Questura per l’ottenimento dei permessi di soggiorno per protezione internazionale. Questa l’ipotesi di reato di un’inchiesta condotta dalla Procura che domenica sera, 30 agosto, ha portato all’arresto di cinque persone, in questo caso con l’accusa di rissa.
Ma dietro all’episodio c’è il fondato sospetto di un “mercato” che sfrutta la disperazione di tanti che sono costretti da tempo ad accamparsi davanti alla Questura nella speranza di vincere la “lotteria” di un posto quando il lunedì mattina aprono gli uffici.
Domenica sera c’è stata una violenta rissa che ha coinvolto due peruviani di 35 e 39 anni e tre cinesi di 36, 48 e 51 anni. Tutti e cinque risultano regolari sul territorio italiano e dunque formalmente non avevano motivo per trovarsi nella coda dei disperati che chiedono la protezione internazionale. Probabilmente stavano lì a prendere il posto per qualcun altro che aveva pagato, oppure sono gli stessi gestori del “mercato” dei posti a pagamento. La Procura, che ha diffuso un comunicato per spiegare l’accaduto, sospetta infatti che da tempo ci sia qualcuno che impone nella fila persone che non hanno titolo per starci, facendosi pagare lautamente il disturbo. Poi, poco prima dell’apertura degli uffici, gli intrusi lasciano il posto ai veri richiedenti asilo, quasi sempre cinesi.
E’ immaginabile che questi movimenti facciano scoppiare delle lite come quella di domenica sera. C’è chi si mette in fila dal sabato, sotto il sole cocente, e quando si vede scavalcare da qualcuno che magari ha passato il fine settimana comodamente nel suo letto per presentarsi fresco come una rosa all’apertura degli uffici può perdere la testa.
All’origine di questa situazione, comunque, c’è lo scarso numero di pratiche, appena dieci, che l’Ufficio immigrazione è in grado di smaltire il lunedì mattina. Le richieste sono tante e inevitabilmente si crea una corsa ad accaparrarsi i primi dieci posti nella coda. Una corsa che ha scatenato gli appetiti di persone senza scrupoli che lucrano sulla “lotteria”.
Da tempo c’è un dibattito in città sulla “coda della vergogna”. Il Pd vorrebbe che le pratiche di questo tipo venissero affidate all’ente locale, come era accaduto durante una sperimentazione di qualche anno fa, ma al momento resta tutto di competenza della Questura e il problema non sembra destinato a risolversi.
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