Prato, muro contro muro sul caso Acca. La società non presenta bilanci dal 2022
Nulla di fatto al tavolo di confronto in Provincia, l’azienda rimanda tutto a settembre e il Sudd Cobas denuncia: «Continuano a lavorare»
PRATO. Si è concluso con un nulla di fatto il terzo incontro del tavolo in Provincia per risolvere la vertenza che oppone la logistica cinese Acca di Seano al sindacato Sudd Cobas che rappresenta i 95 operai che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa dell’annunciata chiusura dell’azienda.
A questo punto più che a un rischio assomiglia a una certezza. E si è capito che la vertenza è molto diversa da quella che ha opposto il Sudd Cobas all’Alba di Montemurlo e che si è conclusa con la salvaguardia di una parte degli occupati. Qui invece siamo ancora al muro contro muro, nonostante la presenza delle istituzioni (Provincia e Comuni di Prato e Carmignano).
«L'azienda continua a negare l'evidenza – ha commentato il Sudd Cobas all’uscita dall’incontro – e cioè che il lavoro sta continuando sotto altre ragioni sociali ed altri magazzini, oltre che per le strade dei Macrolotti. Ed il lavoro continua senza diritti per chi lavora».
«Anche oggi, per scelta dell'azienda, non è stato possibile iniziare alcuna trattativa per tutelare i 95 posti di lavoro – spiega ancora il sindacato – L'azienda si è limitata a comunicare il rinvio a settembre "di ogni valutazione". Ma Acca è già una società morta, perché è nata per morire piena di debiti per poi essere sostituita dalla prossima società-schermo al servizio della multinazionale logistica Xinsitong. È un sistema che va avanti da molti anni e che va spezzato. Il magazzino di via Leonardo da Vinci a Campi Bisenzio sta lì a dimostrare che si tratta di un "chiudi e riapri" come denunciamo dal primo momento. Andremo avanti con lo sciopero e con i picchetti per tutto il tempo necessario, anche sfidando il caldo di agosto, finché non saranno garantiti tutti i posti di lavoro e i diritti conquistati».
Per capire l’enorme anomalia rappresentata da questa grande logistica cinese destinata a chiudere basti pensare che, come è emerso durante l’incontro, la società non ha presentato bilanci dal 2022, nonostante vanti un fatturato di milioni di euro. Possibile? Evidentemente sì. È in corso un’inchiesta per frode fiscale, ma per una società di queste dimensioni ci si poteva aspettare che la mancata presentazione del bilancio per così tanto tempo avrebbe dovuto far scattare un intervento ancora prima dell’inchiesta. Toccherà alla custode giudiziaria presentare i bilanci.
Il presidente della Provincia Simone Calamai e i sindaci di Prato e Carmignano Matteo Biffoni ed Edoardo Prestanti cercano di guardare il bicchiere mezzo pieno.
«Evitato il rischio immediato della liquidazione giudiziale, come dichiarato dal rappresentante dell’azienda, la nostra priorità resta garantire il futuro lavorativo di 95 persone e combattere con fermezza ogni forma di illegalità e sfruttamento» hanno detto.
Ma tutto lascia pensare che la rinuncia alla liquidazione giudiziale sia solo un rinvio, mentre le merci dei clienti di Acca continuano a essere caricate nelle strade del Macrolotto.
«Il fenomeno “dell'apri e chiudi” va contrastato con tutti gli strumenti opportuni a disposizione – dicono gli amministratori – È una battaglia fondamentale per proteggere i diritti di chi lavora e per combattere la concorrenza sleale che danneggia l'intero tessuto economico del nostro distretto».
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