Prato, detenuto sorpreso mentre telefona dalla sua cella
In meno di due anni nel carcere della Dogaia sono stati sequestrati 92 telefoni cellulari e una grande quantità di droga. Il procuratore: «Serve uno schermo e intercettori anti-droni»
PRATO. Un detenuto ristretto nel reparto di media sicurezza del carcere della Dogaia è stato sorpreso mercoledì 29 luglio mentre era al telefono, come se fosse a casa sua. Lo smarphone è stato sequestrato e il detenuto denunciato. Sequestrata anche un agenda con un lungo elenco di numeri di telefono. Il giorno dopo, nello stesso reparto, sono stati trovati 30 grammi di cocaina e 10 grammi di hashish.
Due episodi che confermano come, nonostante i continui controlli, alla Dogaia continuino a circolare telefoni proibiti e sostanze stupefacenti.
La sera del 27 luglio la polizia penitenziaria ha intercettato il lancio dall’esterno di un pacchetto contenente 92 grammi di hashish e mini-smartphone.
Il 25 luglio sono stati trovati altri 190 grammi di hashish e due telefoni cellulari, mentre il 18 luglio i telefoni proibiti sono arrivati grazie a un drone con una lenza lunga 20 metri.
La Procura segnala che all’interno del carcere di Maliseti permane «un tasso elevatissimo di illegalità». Dall’inizio dei controlli a tappeto sono stati sequestrati 92 telefoni cellulari, quasi quattro chili di hashish e 290 grammi di cocaina, oltre a eroina, ecstasy e anfetamine. Non solo. Dagli accertamenti tecnici risultano ancora presenti dentro il carcere numerose schede telefoniche attive, che ancora non sono state trovate.
«Sarebbe auspicabile – ribadisce il procuratore Luca Tescaroli – un appropriato intervento di schermatura sul carcere, la fornitura di disturbatori di frequenza alla struttura pratese, l’intensificarsi dei controlli, la collocazione di un intercettatore di droni funzionante e l’istallazione di telecamere che consentano di coprire la visuale su tutto il carcere e ciò al fine di agevolare le attività intercettive». Attualmente, calcola la Procura, la Dogaia ospita 638 detenuti, ma il disegno di legge “svuota carceri” approvato dalla Camera dei deputati e voluto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio potrebbe far uscire qualcuno di questi (quelli tossicodipendenti) per metterli agli arresti domiciliari. Non 150 come è stato ipotizzato (il disegno di legge ha fondi per circa 500 detenuti in tutta Italia), ma sarebbe una piccola boccata di ossigeno.
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