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Inaugurato il Textile Hub di Prato: tratterà 33.000 tonnellate di indumenti usati e scarti tessili – Video

di Redazione Prato

	L'interno del Textile Hub di Baciacavallo
L'interno del Textile Hub di Baciacavallo

L’intelligenza artificiale farà il lavoro che hanno sempre fatto i “cenciaioli”. Il sindaco Biffoni: «Dove poteva nascere una cosa del genere se non qui?»

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PRATO. E’ stato inaugurato oggi, 22 luglio, il Textile Hub di Plures Alia in via di Baciacavallo. Si tratta dell’impianto a cui confluiranno indumenti usati e scarti tessili per essere trattati e poi reinseriti nel mercato del “second hand” e in quello produttivo sotto forma di fibre tessili. Per dimensioni, si tratta dell’impianto più importante in Italia.

Realizzato da Plures Alia grazie a un investimento di 31,3 milioni di euro, il Textile Hub è stato sostenuto da un contributo di 900mila euro del Pnrr e ha beneficiato delle agevolazioni previste dal piano Industria 4.0 con un credito d’imposta di 850mila euro.

Il nuovo impianto è progettato per trattare fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno: 20.000 tonnellate di materiali post consumo, pari all’intero fabbisogno della raccolta differenziata in Toscana, e 13.000 tonnellati di scarti pre-consumo provenienti in larga parte dal distretto tessile pratese. L’obbiettivo è recuperare il massimo valore possibile dalle fibre. I capi ancora idonei saranno avviati al riuso, mentre quelli non più riutilizzabili verrano selezionati e destinati al riciclo. A regime, circa il 60% dei materiali posto consumo potrà essere destinato al riuso dopo la sanificazione; il restante 40% sarà avviato alla selezione per fibra e alla pre-sfilacciatura.

L'impiato si sviluppa su 7.000 metri quadrati di superficie coperta ai quali si aggiungono circa 10.000 metri quadrati di aree esterne e i lavori di costruzione sono andati avanti per due anni.

Il Textile Hub utilizzerà un sistema di selezione automatizzata basato su intelligenza artificiale e tecnologia a infrarossi in grado di identificare automaticamente la composizione e il colore dei materiali tessili. E’ quello che hanno sempre fatto i cernitori, i “cenciaioli”, solo che ora il processo sarà molto più rapido.

«E dove poteva nascere una cosa del genere se non qui, a Prato?» ha detto il sindaco Matteo Biffoni in un breve saluto al pubblico dopo il saluto di Lorenzo Perra, presidente di Plures, e quello dell’amministratore delegato Alberto Irace.

I dubbi di La Porta (FdI)

«Il luccicante e faraonico Textile Hub realizzato da Plures e inaugurato questa mattina a Prato è costato più di 31 milioni di euro, una somma difficile persino da immaginare – commenta la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Chiara La Porta – Le bollette aumentate della Tari che i cittadini pagano però, sono più che immaginabili, dato che sono un salasso più che concreto per le famiglie. Per non voler aggiungere che, nel nostro territorio, ad aggravare la situazione ci sono i costi straordinari causati dallo smaltimento degli scarti abbandonati dalle aziende cinesi, come al Macrolotto 2. E temo per il futuro, perché la sostenibilità economica di questa infrastruttura per il recupero delle fibre tessili è tutta da verificare, dato che, al momento, non è chiaro quale sia il piano manageriale che possa garantirne un’autosufficienza certa. A Prato conosciamo bene quale sia la gestione che ha portato a progetti costosi e faraonici pagati, di fatto, con i soldi dei cittadini per poi divenire solo cattedrali nel deserto, come l'ex Creaf. Non ci resta che sperare che gli errori pregressi abbiano insegnato qualcosa. Ad oggi, però, nutriamo forti dubbi».

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