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Abbandono scolastico a Prato, il sindaco replica al ministro Valditara

di Redazione Prato
Abbandono scolastico a Prato, il sindaco replica al ministro Valditara

Biffoni: «Mi verrebbe da dire “Buongiorno principessa!”, chiediamo invano rinforzi da anni». E l’assessora Santi: «Il ministero ha tagliato le cattedre per l’insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri»

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PRATO. «Con tutto il rispetto per il Ministro Valditara, ma davanti al suo rilievo sulla dispersione scolastica a Prato, mi verrebbe di dire come uno dei nostri più noti concittadini nel celebre film La vita è bella: 'Buongiorno principessa!'». Risponde così il sindaco di Prato Matteo Biffoni al ministro Valditara, il quale, alla presentazione dei dati Invalsi 2026 alla Camera, ha sottolineato come nelle scuole della città pratesi "dispersione e abbandoni" siano "pazzeschi".

«Ogni inizio del mese di settembre, per tutti e dieci gli anni della mia amministrazione, insieme all'assessore all'Istruzione, mi sono recato all'Ufficio scolastico regionale per chiedere più attenzione nei confronti del nostro sistema scolastico, attenzione sotto forma di insegnanti di Italiano L2, di strutture adatte, di educatori, in un contingente adeguato alle caratteristiche del nostro Comune, che conta 300 minorenni residenti mai iscritti a scuola, di cui il 59% in età dell'obbligo e il 73% di nazionalità cinese – aggiunge Biffoni – Non abbiamo mai visto niente di tutto ciò che abbiamo chiesto e ora il ministro Valditara si accorge che a Prato esiste l'abbandono scolastico, soprattutto da parte degli studenti di nazionalità cinese. Credevamo fosse l'ora delle risposte da parte del Governo, non della presa d'atto di problemi che come amministratori locali evidenziamo da anni».

«Il Ministro dell’Istruzione Valditara, presentando alla Camera i risultati Invalsi, ha affermato che monitorerà attentamente la situazione a Prato. Da almeno trent’anni le amministrazioni comunali hanno con forza richiamato l’attenzione del Ministero dell’Istruzione sulla peculiarità della situazione pratese, dove gli studenti non italofoni superano il 30% – aggiunge l'assessora all'Istruzione Ilaria Santi – Questo significa che per insegnare a questi alunni, che spesso arrivano in corso d’anno, dobbiamo fare in modo, per prima cosa, che possano imparare bene l’italiano. Il Comune di Prato ha investito risorse importanti, da sempre, sulla facilitazione linguistica, sulla mediazione e sul sostegno all’inclusione degli alunni L2: sono i nostri dirigenti e docenti ad aver lavorato per rendere la scuola inclusiva, nonostante l’assenza di un adeguato sostegno nazionale. Invitiamo ancora il ministro a un confronto serio con l’amministrazione comunale e con il mondo della scuola pratese. Abbiamo accolto con favore l’istituzione della cattedra di insegnamento dell’italiano agli studenti L2, ma le cattedre assegnate a Prato possono a malapena soddisfare una minima parte dei bisogni. La dispersione più forte è nelle secondarie di secondo grado, e sembra che proprio in questo ordine di scuola si sia passati, da 12 cattedre nell’anno in corso, a 2 per il 2026-2027» conclude l'assessora Santi.

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