Prato, precari al museo: stabilizzata una dipendente
Con il cambio di appalto alcune educatrici erano rimaste a casa. Il sindacato Cobas: «È solo un primo successo, la mobilitazione continua»
PRATO. Vittoria, anzi, per usare le parole esatte del sindacato, una «prima vittoria» nella battaglia condotta dal Sudd Cobas per la stabilizzazione dei lavoratori in appalto al museo di Prato. E, annuncia il sindacato, «la mobilitazione continua per il rientro al lavoro di tutte con condizioni degne».
«Nelle scorse settimane – scrive Valentina Peri del Sudd Cobas – avevamo denunciato il fatto che dal primo luglio alcune educatrici museali dei Musei di Prato erano state lasciate a casa in sede di cambio appalto, senza informazioni sul proprio futuro, nonostante l’enorme carico di lavoro quasi sempre eccedente le ore contrattuali di tutte le lavoratrici. Arriva oggi una prima vittoria: a una delle lavoratrici che si era rivolta al Sudd Cobas insieme alle altre colleghe è stato finalmente riconosciuto un contratto a tempo indeterminato ed è rientrata a lavoro». «Intanto però – riprende la sindacalista la battaglia è ancora lunga, e riguarda principalmente due punti.
Il primo sono le ore contrattuali: tutte le lavoratrici hanno dei contratti indeterminati part-time che oscillano tra le 8 e le 12 ore settimanali, ma durante tutto il 2025 le effettive ore di lavoro sono state effettivamente il doppio ogni settimana. A fronte di questa situazione, è chiaro che le lavoratrici hanno diritto a un aumento del monte ore contrattuale che possa garantire loro un salario degno, oltre che ad un corretto inquadramento. Il secondo è la necessità di stabilizzare tutte le educatrici precarie ancora rimaste a casa: hanno lavorato per anni con finte partite Iva, svolgendo le stesse mansioni e gli stessi orari di tutte le altre educatrici.
Oggi, però, dal fronte dell’azienda tutto tace. Nel mentre, il 7 luglio scorso si è tenuto un tavolo in cui il Comune di Prato, in qualità di committente, ha incontrato le sigle sindacali in merito al cambio di appalto. Presenti le assessore Squittieri e Santi, Paola Pinzani del Museo di Palazzo Pretorio, e le altre organizzazioni sindacali.
Al centro della discussione è stata posta la tutela di tutti i posti di lavoro e lo stop ai part-time involontari, obiettivi condivisi anche dalla committenza. Parliamo infatti di musei in crescita, che ogni anno attirano un maggior numero di visitatori e aumentano il numero di attività proposte. La valorizzazione dei musei cittadini passa anche attraverso il lavoro delle educatrici museali che sostiene e promuove il patrimonio culturale cittadino.
Un fatto che le aziende in appalto sembrano non vedere, continuando a ignorare le lavoratrici e alcuni dei sindacati che le rappresentano, tra cui il nostro. Sembra infatti che stia succedendo di nuovo: abbiamo appreso che il 20 luglio le aziende hanno convocato un nuovo tavolo sindacale, a cui solo la metà delle sigle sindacali che rappresentano le lavoratrici sono state convocate. Il gioco delle sedie, ma con la vita delle persone».
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