Prato, sgomberato il picchetto davanti al deposito della Acca: manifestanti portati in Questura
La polizia è arrivata in forze alle 7 e ha caricato a forza operai e sindacalisti sui pullman, poi è stato consentito l’accesso ai furgoni dei pronto moda cinesi
PRATO. La polizia è arrivata in forze stamattina, 3 luglio, davanti al deposito della logistica cinese Acca di Seano e ha sgomberato il picchetto che dal 21 giugno bloccava le merci all’interno del capannone di via Copernico. L’intervento è iniziato poco dopo le 7 e si è concluso abbastanza rapidamente. I manifestanti e i sindacalisti sono stati caricati a forza sui pullman della polizia e sono stati portati in Questura per accertamenti. Subito dopo è stato consentito ai furgoni dei pronto moda cinesi di accedere al piazzale della Acca. Da giorni gli imprenditori chiedevano di poter riprendere gli scatoloni contenenti capi d’abbigliamento. Lo scorso 23 giugno c’era stato anche un assalto cui avevano preso parte oltre duecento cinesi, che però erano stati respinti dai manifestanti.
Si tratta di una svolta nella dura vertenza che da quasi due settimane oppone il sindacato Sudd Cobas alla proprietà cinese dell’azienda di logistica, una svolta che di fatto azzera i tentativi di mediazione messi in campo dalla politica, con un paio di incontri promossi dal presidente della Provincia Simone Calamai che finora non avevano fatto avvicinare le due parti.
«Qui sta avvenendo uno sgombero ma la domanda è chi sono i criminali – ha commentato Luca Toscano del Sudd Cobas – perché oggi ci troviamo noi trattati come dei criminali mentre stiamo mettendo a rischio noi stessi e prima di tutto i lavoratori per combattere un’azienda che è sotto sequestro per 71 milioni di euro di frode fiscale, che è sotto processo per caporalato e sfruttamento, che fino a due anni fa, prima che questi lavoratori che oggi vengono portati nelle stanze della Questura come se fossero loro dei banditi, questi lavoratori venivano aspettati sotto le loro case e bastonati perché chiedevano un contratto regolare. Questo è uno scempio, è una vergogna. Che la polizia alzi le mani contro lavoratori che stanno difendendo il loro posto di lavoro per impedire a un’azienda di fare l’ennesima operazione di chiusura e riapertura da un’altra parte, lasciando 95 persone in mezzo alla strada e 71 milioni di euro di debiti con la comunità, questa cosa è assurda e vergognosa».
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