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Prato

Il caso

Prato, il giallo dello scatolone dentro il furgone: «Vi do 5.000 euro se me lo fate recuperare»

di Paolo Nencioni

	Polizia e manifestanti davanti alla Acca, sullo sfondo il furgone giallo dove sta lo scatolone (foto Nucci)
Polizia e manifestanti davanti alla Acca, sullo sfondo il furgone giallo dove sta lo scatolone (foto Nucci)

La proposta è stata fatta da un anonimo cinese ai sindacalisti del Sudd Cobas che bloccano la merce nel deposito di Acca, che hanno rifiutato. Ora ci si chiede che cosa ci sia di tanto prezioso nel contenitore

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PRATO. «Se mi fate recuperare quello scatolone vi do 5.000 euro». La proposta è arrivata durante il parapiglia che si è scatenato martedì pomeriggio, 23 giugno, nel piazzale della Acca di Seano, mentre decine di cinesi stavano tentando di accedere al deposito di via Copernico dove è ammassata la merce bloccata dai manifestanti che si oppongono ai licenziamenti, dopo l’annuncio dell’azienda che intende chiudere i battenti a fine mese.

Da una parte un anonimo cinese, dall’altra i sindacalisti del Sudd Cobas, che hanno respinto la richiesta. E ora ci si chiede che cosa possa esserci di così prezioso (o di così compromettente) in quello scatolone che il cinese ha tentato invano di recuperare.

Secondo le testimonianze di chi era presente, poco prima che scattasse il blocco della merce nel deposito di Acca, nel piazzale di via Copernico insieme al furgone sarebbero arrivate tre auto, tra cui una Tesla bianca, e qualcuno avrebbe prelevato lo scatolone dal deposito per metterlo nel furgone giallo, probabilmente con l’intenzione di farlo partire subito. Ma poi c’è stato il blocco e la reazione furibonda di decine di cinesi, tre dei quali sono stati arrestati per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

In quei momenti concitati il furgone è stato spostato vicino all’ingresso, sotto una telecamera, e chiuso con un pesante lucchetto. Chiunque sia il proprietario dello scatolone e del furgone, ha preferito lasciarlo lì, sotto la vigilanza dell’occhio elettronico, anziché nel magazzino, forse temendo che qualcuno potesse portarlo via.

Ora, siccome è molto improbabile che in uno scatolone entrino capi d’abbigliamento per un valore di oltre 5.000 euro, quello scatolone potrebbe contenere qualcosa di interessante. Contanti? Droga? Nessuno al momento lo sa. Si sa soltanto che ora lo scatolone è al sicuro nel furgone. Se e quando la polizia deciderà di aprirlo potrebbe riservare una sorpresa.

Nei giorni scorsi anche Salvatore Calleri della Fondazione Caponnetto si era chiesto pubblicamente che cosa ci fosse negli scatoloni all’interno del deposito di Acca: «Come mai tutta questa fretta di recuperare gli scatoloni? Sicuramente la gran parte degli imprenditori cinesi è in buona fede, ma verifichiamo che non ci sia qualcuno in malafede che deve recuperare qualcos’altro. Perché tutto questo interesse, e l’uso della violenza, va ben oltre, e spero di sbagliarmi, il mero valore economico».

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