Il Tirreno

Prato

Paura all’ospedale

Prato, sparatoria al pronto soccorso: l’arrestato, l’aggressione, il tentativo di fuga e l’intervento del poliziotto – Cosa è successo davvero

di Luigi Spinosi

	La polizia sul luogo della sparatoria (Foto Nucci)
La polizia sul luogo della sparatoria (Foto Nucci)

Era stato trasferito dal carcere della Dogaia per problemi di salute: all’improvviso è riuscito a liberarsi e si è armato con un estintore

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PRATO. Sentire delle sirene vicino a un ospedale non è strano, solo che quelle che si sono udite nel pomeriggio di domenica 16 agosto e dirette al Santo Stefano di Prato avevano un suono diverso: non erano infatti quelle delle ambulanze, ma quelle della polizia. A precederle altri rumori: prima le grida, poi gli spari. È stata una giornata prima di follia, e poi di terrore, quella vissuta al pronto soccorso dell’ospedale di Prato. A provocarla un uomo di origine magrebina il quale, sorpreso a lanciare un plico con della droga all’interno del carcere della Dogaia, è stato inseguito dagli agenti, e cadendo ha riportato delle lesioni. Arrestato è stato quindi trasportato all’ospedale cittadino, scortato dagli agenti della polizia penitenziaria.

Il caos nella “camera calda”

Ma nel momento in cui l’uomo, disteso sulla barella, stava per essere condotto dalla cosiddetta “camera calda” (lo spazio coperto destinato alle ambulanze) e la sala di decontaminazione del reparto, in prossimità del triage, che è scoppiato il caos. Erano passate da poco le 16,30.

La ricostruzione degli investigatori

Per ricomporre la dinamica esatta dell’accaduto sono andati avanti sino a sera gli accertamenti e i rilievi della polizia scientifica, mentre sul posto si è portato anche il magistrato di turno. Secondo la prima ricostruzione l’uomo si trovava, regolarmente ammanettato, sulla barella, quando ha dato in escandescenza. In qualche modo, pur con una limitata libertà di movimento delle mani, l’uomo è riuscito a impossessarsi di un estintore, e con questo avrebbe minacciato gli agenti che lo stavano scortando. L’uomo ha ignorato l’invito dei poliziotti a posare l’estintore , anzi, lo avrebbe azionato provocando una gran confusione e tentando di fuggire. A quel punto, dopo un primo colpo di avvertimento in aria, che non ha avuto esito, uno degli agenti ha sparato mirando agli arti inferiori e riuscendo a colpire l’uomo il quale, approfittando del caos provocato, avrebbe provato a guadagnare l’uscita.

Il ferimento e lo sconcerto nel reparto

L’uomo è stato colpito a una gamba, una ferita fortunatamente lieve, che è stata subito medicata. Nessun’altra persona è rimasta coinvolta, ma quanto accaduto ha generato un grande sconcerto, sia tra i pazienti che tra il personale sanitario che si trovavano nel reparto, che seppur non nella stessa zona dell’accaduto non hanno potuto fare a meno di riconoscere il rumore dei colpi di pistola. Immediatamente sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia, oltre ai vigilanti di Sicuritalia.

Accesso chiuso e ambulanze deviate

La situazione però non è tornata immediatamente alla normalità. Mentre i pazienti che già si trovavano in reparto sono stati messi in sicurezza e assistiti, è stato chiuso l’accesso al pronto soccorso, sia per ripristinare gli ambienti, sia per permettere i rilievi necessari a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Quindi le ambulanze dirette al Santo Stefano sono state deviate agli ospedali di Pistoia e Firenze.

La nota dell’Asl Toscana Centro

Sulla vicenda si registra anche la nota della direzione aziendale dell’Asl Toscana Centro, dove «esprime la propria vicinanza al personale medico e sanitario del pronto soccorso e profondo rammarico per gli utenti». Inoltre direzione aziendale e direzione dell’ospedale rivolgono il loro ringraziamento al personale sanitario per «la professionalità e la tempestività con cui ha gestito una situazione di particolare complessità ed eccezionalità».

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