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Emergenza caldo: i “rifugi naturali” per sfuggire alle temperature in aumento – La mappa dei luoghi dove poter andare in Toscana

di Alessandro Formichella

	Le cascate del Rio Buti in zona pratese
Le cascate del Rio Buti in zona pratese

Alberi e boschi, attraverso l’ombra e l’evapotraspirazione, riescono a raffreddare l’ambiente: tra il centro città e i parchi naturali possono esserci anche sei o sette gradi di differenza

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PRATO. Quando il termometro supera i 40 gradi, anche un albero può fare la differenza. Non è solo una sensazione: è fisica, meteorologia e fisiologia umana. Mentre Prato si prepara ad affrontare una delle ondate di calore più intense degli ultimi decenni, con valori che potranno raggiungere e superare i 40 gradi e notti tropicali sopra i 24 almeno fino ai primi giorni della prossima settimana, esistono luoghi, a pochi chilometri dalla città, dove il clima può salvarci dalla canicola. A Prato e Firenze sono già stati superati i record storici di giorni consecutivi con oltre i 36 gradi, un evento mai osservato in oltre settant’anni di rilevazioni. Le previsioni indicano che il picco sarà raggiunto tra il fine settimana e lunedì, quando il caldo sarà accompagnato anche da un aumento dell’umidità, rendendo ancora più difficile sopportare la permanenza all’aperto.

L’antidoto è il verde

Gli studi sul fenomeno dell’isola di calore urbana dimostrano che nelle città il cemento, l’asfalto e gli edifici accumulano energia durante il giorno e la rilasciano lentamente anche di notte. Il risultato è un aumento della temperatura dell’aria che può arrivare mediamente da uno a 3 gradi in più rispetto alle campagne circostanti, con differenze ancora maggiori nelle zone ricche di vegetazione. Alberi e boschi, attraverso l’ombra e l’evapotraspirazione, riescono invece a raffreddare naturalmente l’ambiente.

Bastano pochi minuti

Il rifugio più immediato è sicuramente il Parco di Galceti, il grande polmone verde alle pendici del Monteferrato. Qui il fitto bosco crea un microclima che nelle ore più calde può far percepire una temperatura inferiore anche di sei o sette gradi rispetto al centro cittadino. Quando in piazza del Duomo il termometro sfiora i 40 gradi, lungo i sentieri ombreggiati di Galceti si possono registrare valori intorno ai 33-34 gradi, resi molto più sopportabili dall’assenza dell’irraggiamento diretto e dalla presenza continua degli alberi. Aperto tutto l’anno e facilmente raggiungibile, rappresenta la soluzione ideale per una passeggiata mattutina o per trovare un po’ di refrigerio nelle ore serali. Chi cerca invece il rumore dell’acqua dovrebbe puntare verso il Rio Buti, lungo la Val di Bisenzio. Qui il torrente, la vegetazione intensa e l’ombra continua costruiscono uno dei microclimi più gradevoli della provincia. Non si tratta tanto di una destinazione balneare quanto di un autentico corridoio naturale del fresco. L’acqua mantiene basse le temperature del suolo e l’evaporazione contribuisce ad abbassare ulteriormente la temperatura percepita. Nelle ore centrali della giornata si possono trovare condizioni climatiche assimilabili a quelle di una località situata diverse centinaia di metri più in alto. Anche le Cascine di Tavola possono aiutare; qui sotto gli alberi ci si può consolare con qualche grado in meno rispetto alla città.

Meglio in collina

La vera "camera climatica" del territorio è la Riserva naturale dell’Acquerino, tra Cantagallo e Sambuca Pistoiese. Qui le faggete si estendono tra gli 800 e i mille metri di quota. L’altitudine, unita alla copertura forestale, modifica completamente il quadro meteorologico. Se in pianura il termometro tocca i 40 gradi, nelle aree più elevate della riserva le temperature massime difficilmente superano i 27-29 gradi. Nelle faggete più fitte, soprattutto nelle ore del mattino, si può addirittura camminare con 24-25 gradi, una differenza che può superare i quindici gradi di temperatura percepita rispetto alla città. Insomma, uno straordinario freezer rispetto a Prato, e soprattutto al centro città, che esplode di caldo. Sull’Appennino non è soltanto una questione di numeri. Cambia l’aria, cambia la respirazione, cambia perfino la qualità del sonno se si decide di fermarsi fino a sera. Le notti, infatti, tornano sotto i 20 gradi, mentre in pianura continueranno a rimanere tropicali. Per molti pratesi un’altra meta classica resta il bacino di Suviana, raggiungibile in circa un’ora di auto. Le temperature massime previste qui oscillano tra 29 e 31 gradi. Esistono poi altre piccole "vie di fuga" meno conosciute ma altrettanto efficaci: il Monte Javello, i castagneti di Schignano, le aree boschive dell’Alta Val di Bisenzio, dove la quota e la vegetazione trasformano il paesaggio in un’autentica barriera contro l’afa. Non di meno Montepiano, a Vernio, dove si arriverà a 33-34 gradi. 

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