Prato, il Pecci senza aria condizionata e il museo diventa una sauna
Temperature alte nell’ala Gamberini, il sindaco promette un intervento. Tutti i numeri del bilancio
PRATO. Se non ci pensa Biffoni, pinguino o ventaglio? Ormai non c’è più tempo, il caldo sta arrivando, ma non va l’impianto di condizionamento nelle 10 sale dell’ala Gamberini del Centro Pecci, a parte il cinema e bar dove funziona regolarmente, così come nell’ala Nio, mettendo così a rischio l’apertura delle sale dove è allestita la mostra delle opere donate da Carlo Palli. Anche l’anno scorso l’impianto era fuori uso, ma fu in parte rimediato con una soluzione d’emergenza, sostituendo alcuni pezzi ormai introvabili. E allora come fare perché se ieri, in pomeriggio senza sole, una visita veloce era fattibile, nei prossimi mesi di luglio e agosto il luogo sarà impraticabile sopratutto per il personale. Le soluzioni prospettate potrebbero essere ero il posizionamento di pinguini distribuiti nelle sale del vecchio Gamberini, ma quanti e con quali costi di energia? Oppure, forse più come battuta lanciata da un visitatore durante la nostra visita nel primo pomeriggio, fornire un ventaglio, magari d’artista, insieme al biglietto d’ingresso, scontato per il disagio. L’unica soluzione davvero esaustiva, almeno per passare l’estate, sarebbe l’adozione di un impianto provvisorio, il cui costo però si aggira sui 60mila euro, una spesa che la dirigenza del museo vorrebbe accollare all’amministrazione comunale, Ed ecco che qui entra in campo il neo sindaco Matteo Biffoni, a cui si era rivolta la dirigenza, ma che ieri ha risposto al Tirreno sul suo possibile intervento: «Ok, assolutamente». Per risolvere il problema alla radice però è necessario comprare e installare un nuovo impianto di climatizzazione, del costo alcune centinaia di migliaia di euro, una spesa straordinaria che dovrebbe spettare alla proprietà del Museo, ovvero il Comune. Ma ora il problema immediato è portare un po’ di aria fresca nelle sale, anche per il dubbio su possibili danni alle opere per l’eccessiva temperatura, opere donate da Carlo Palli, in gran parte risalenti a tanti anni fa. In ogni caso la dirigenza del museo troverà la soluzione più veloce, perché il caldo incombe, tanto più che la Fondazione non ha problemi finanziari, almeno a leggere il bilancio dell’anno 2025, chiuso con utile di 6.049 euro, a cui ha contribuito la famiglia Pecci con circa 500mila euro. Un bilancio davvero esaustivo e dettagliato di ben 60 pagine più altre 15 del revisore legale Fabrizio Zaccagnini. Alcune curiosità fra i tantissimi dati, come il valore della intera donazione Carlo Palli valutata 4 milioni e mezzo, mentre il costo totale del direttore Stefano Collicelli Cagol è di 159.413 euro per il 2025. I visitatori e gli utenti del Centro Pecci nel 2025 sono stati 43.182 rispetto ai 35.278 del 2024, ma purtroppo per l’anno 2025 non è stato dettagliato il numero dei biglietti d’ingresso staccati per le sole mostre, divisi in interi, ridotti, gratuiti e omaggi, come invece era stato fatto nel 2024, addirittura mese per mese.
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