Il Tirreno

Prato

Verso il voto

Prato, candidature in alto mare e rispunta il nome di Mannelli

di Paolo Nencioni

	Gianluca Mannelli, proposto della Misericordia
Gianluca Mannelli, proposto della Misericordia

Il centrodestra rinvia la decisione, ma si cerca un “civico” e c’è l’ipotesi del proposto della Misericordia, mentre il Pd non ha ancora sciolto i nodi

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PRATO. L’unica cosa certa, a meno di due mesi dalle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, è che la campagna elettorale a Prato sarà cortissima, forse la più corta di sempre, un mese o poco più. Ieri, 31 marzo, da Roma è arrivata l’ennesima fumata nera sul nome del candidato sindaco del centrodestra. Si pensava che il vertice nazionale della coalizione potesse dire l’ultima e definitiva parola su questo nome, ma già prima di pranzo è trapelata la notizia che tutto era rimandato alla prossima settimana, cioè dopo Pasqua e Pasquetta. A quel punto saremmo al 7 di aprile e mancherebbero due settimane al termine per la presentazione delle liste e appena 46 giorni al silenzio elettorale prima del voto. Giusto il tempo di organizzare una campagna elettorale sprint.

I nomi in ballo

Ufficialmente c’erano tre nomi in ballo, quelli della forzista Rita Pieri, del leghista Claudiu Stanasel e del “civico” Antonio Sangermano, ma l’ex sostituto procuratore, ora a capo del Dipartimento per la giustizia minorile del Ministero, osteggiato da Forza Italia per aver indagato su Silvio Berlusconi all’epoca del caso Ruby, si è tirato fuori alla vigilia dicendosi onorato ma non in corsa. Si pensava anche che il suo nome potesse tornare in auge durante il vertice, ma gli spifferi che arrivano dalla capitale dicono che è effettivamente fuori dai giochi.

I nuovi nomi

L’impressione è che comunque Fratelli d’Italia stia tentando di tirare fuori un altro coniglio dal cilindro. Scomparso Sangermano, ieri sono tornati a circolare altri nomi. Tra questi quello di Gianluca Banchelli, sopravvissuto all’epurazione dei candidati alle regionali provocata dallo scandalo estivo del caso Cocci. Ma il responsabile organizzativo nazionale Giovanni Donzelli, cioè il king maker in questi giorni, starebbe sondando altri possibili candidati civici.

L’ipotesi Mannelli

E allora potrebbe tornare di moda il nome di Gianluca Mannelli, il proposto della Misericordia di cui si è scritto già qualche mese fa. Un profilo che sembra corrispondere all’identikit inseguito da Fratelli d’Italia: inserito nelle dinamiche cittadine, amico della deputata Chiara La Porta e dello stesso ex sindaco Matteo Biffoni (che però preferirebbe non affrontare nelle urne), titolare sulla carta di un pacchetto di voti da attingere tra le migliaia di soci dell’associazione di volontariato. Il diretto interessato finora ha sempre smentito, ma questo fa parte del gioco.

Due schieramenti divisi all’interno

Le contorsioni dei partiti alle prese con le candidature raccontano in ogni caso di due schieramenti politici, centrodestra e centrosinistra, solcati da profonde divisioni interne. Perché anche la coalizione guidata dal Partito democratico non ha ancora in tasca un nome sicuro. Al di là delle dichiarazioni di facciata sulla ricerca dell’unità, se il nome dell’ex sindaco Matteo Biffoni avesse convinto tutti (lui per primo) a questo punto sarebbe già in campo. Più il tempo passa e più l’alibi di poter aspettare perché tanto Biffoni lo conoscono tutti si sta rivelando per quello che è, cioè appunto un alibi che cela la difficoltà di trovare una sintesi.

Le contorsioni di Forza Italia

Ma è nello schieramento opposto che stanno accadendo le cose più interessanti. In particolare dentro Forza Italia, che è spaccata in due. Una frattura deflagrata sotto i riflettori lo scorso 21 febbraio, quando la deputata Erica Mazzetti ha espresso il proprio gradimento per l’avvocato Marco Barone, che era stato contattato per la candidatura, ed è stata bacchettata dal coordinatore provinciale del suo stesso partito, Francesco Cappelli, che invece da tempo aveva proposto l’ex assessora Rita Pieri, sulla quale invece c’è il veto della stessa Mazzetti. Una situazione incomprensibile ai più, tenuto conto di due cose. Primo: sulla carta non era affatto scontato un candidato sindaco di Forza Italia, visto che gli azzurri lo hanno già imposto Annamaria Celesti a Pistoia (e i veti incrociati hanno oggettivamente indebolito la candidatura di Pieri). Secondo: va al voto un Comune commissariato dopo la caduta rovinosa di una giunta di centrosinistra e ci si sarebbe aspettati che il centrodestra cogliesse la palla al balzo. Non l’ha fatto alle regionali, anche per colpa del già citato caso Cocci (i veleni che hanno eliminato dalla corsa sia Tommaso Cocci che Claudio Belgiorno, ora indagato per quella vicenda), e rischia di non farlo nemmeno alle comunali di maggio.

Se andrà così sarà l’ennesima occasione persa per uno schieramento che, come del resto il centrosinistra, sembra scontare anche un grave problema di selezione della classe politica. Nel senso che ha grosse difficoltà nel far emergere un candidato forte. È accaduto nel 2009 con Roberto Cenni, ma c’era ancora la buonanima di Silvio Berlusconi ed erano altri tempi. 

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