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Prato, la città si mobilita contro il corteo di Remigrazione: se sarà autorizzato ci sarà una contro-manifestazione
Oltre 200 persone al Circolo Curiel. E una galassia di associazioni chiede alla Prefettura di vietare l’iniziativa dell’estrema destra
PRATO. Un grande corteo popolare da piazza Duomo a piazza Santa Maria delle Carceri. E’ questa la proposta scaturita al termine dell’assemblea che si è tenuta oggi pomeriggio, 28 febbraio, al Circolo Curiel di via Filzi e a cui hanno preso parte più di duecento persone. Il corteo sarebbe la risposta alla manifestazione nazionale annunciata per il prossimo 7 marzo dal Comitato Remigrazione e Riconquista per mandare a casa gli stranieri (i clandestini con le espulsioni, chi ha il permesso di soggiorno coi cosiddetti “rimpatri volontari”).
In realtà non è ancora sicuro che questa manifestazione si faccia. Una decisione sarà presa dal Comitato per l’ordine pubblico convocato in Prefettura, che dovrà decidere anche il luogo.
Intanto però è montata una grande mobilitazione per opporsi all’iniziativa e da più parti è stato chiesto alla Prefettura di non autorizzare la manifestazione dell’estrema destra.
«Tanti cittadini e cittadine ritengono inaccettabile che Prato sia usata come luogo di propaganda per i progetti di deportazione di massa – si legge in una nota del sindacato Sudd Cobas diffusa al termine dell’assemblea al Circolo Curiel – Le tante voci che si sono espresse hanno condiviso la necessità di avviare già da stasera la costruzione di un grande corteo popolare che partirà da piazza del Duomo per raggiungere piazza delle Carceri, luogo della deportazione degli operai in sciopero nel 7 marzo del 1944. Sarà il corteo degli operai sfruttati di questo distretto, di bambini e bambine senza cittadinanza delle nostre scuole, di cittadini e cittadine di questa città, invisibili e senza diritti. Con loro ci sarà la città solidale e antifascista. Sarà un corteo contro le Deportazioni, ma soprattutto un corteo per rivendicare pari dignità e diritti per tutti i lavoratori e lavoratrici senza cittadinanza. Su queste basi vogliamo costruire la massima convergenza ed unità. L'appello è a mettere da parte le bandiere e contrapporre al progetto delle destre trumpiane l'identità operaia ed immigrata della nostra città che sa stare al fianco e non contro i più sfruttati».
«Esprimiamo profonda preoccupazione e ferma condanna nei confronti della manifestazione promossa da gruppi di estrema destra prevista provocatoriamente il prossimo 7 marzo – si legge invece in una nota diffusa da una galassia di partiti e associazioni di sinistra – Il tema della cosiddetta "remigrazione" non è che un eufemismo per mascherare ideologie discriminatorie, xenofobe e contrarie ai principi fondamentali della nostra Costituzione. Prato è, per storia e vocazione, una città aperta, multiculturale e fondata sul lavoro. È una comunità che ha costruito il proprio benessere sull'integrazione e sulla solidarietà, rifiutando ogni forma di odio e di divisione tra persone di serie A e di serie B.
La risposta che promuoviamo è: difesa della dignità umana. La retorica della "remigrazione" calpesta i diritti di decine di migliaia di persone che vivono, lavorano e contribuiscono alla crescita del nostro territorio. Remigrazione è un termine inammissibile, sinonimo di deportazione. Rispetto della memoria: Prato, medaglia d'argento al valore militare per la Resistenza, non può e non deve diventare il palcoscenico per rigurgiti neofascisti; il 7 marzo 1944 è la data in cui cittadini e cittadine scioperarono contro la guerra fascista e furono deportati nei campi di concentramento; molti non fecero ritorno. Ogni anno Prato celebra in questa data le pietre di inciampo in ricordo delle persone che furono deportate, deportazioni eseguite con la collaborazione dei fascisti locali. Non è possibile non onorare le date che celebrano l’antifascismo in citta, il 7 marzo, il 25 aprile e il 6 settembre. Sicurezza e coesione sociale: queste provocazioni servono solo ad alimentare tensioni sociali di cui la città non ha bisogno, cercando di trasformare la complessità dell'integrazione in uno scontro ideologico violento. Prato non merita e non può permettersi di essere associata a messaggi di intolleranza e la vasta area civica che rappresenta il tessuto della nostra città non consentirà che le provocazioni irresponsabili danneggino la storia e l’immagine della propria Comunità. Facciamo pertanto appello alle istituzioni repubblicane democratiche, alla Prefettura e al Comitato dell’ordine e la sicurezza, di non permettere questo scempio della memoria e la gratuita provocazione offensiva verso nostra Costituzione. Alla eventuale iniziativa di stampo fascista la nostra risposta sarà pertanto una grande manifestazione, con la partecipazione democratica di tutte le realtà cittadine, per la riaffermazione dei valori di libertà e uguaglianza garantiti dalla Carta Costituzionale».
L’appello è firmato da Acli, Alleanza Verdi Sinistra, Aned, Anpi, Arci, Associazione 6 Settembre, Cgil, Cisl, Uil, Coordinamento migranti Prato, Communia associazione, Demos, Libertà e Giustizia, Movimento 5 Stelle, Partito comunista, Partito democratico, Partito socialista, Partito della Rifondazione comunista, Pax Christi, Sinistra civica ecologista.