Prato, donna morta in ospedale: forse la droga non c’entra
Il cadavere presenta una profonda ferita sul collo e si indaga per omicidio, potrebbe essere stata picchiata
PRATO. Potrebbe non essere morta a causa di un’overdose da sostanze stupefacenti la donna cinese di 39 anni deceduta nella notte tra martedì e mercoledì dopo essere stata abbandonata da tre connazionali davanti all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano.
L’ipotesi dell’overdose si basava sul ritrovamento di due involucri contenenti metanfetamine che la donna aveva nascosto nelle parti intime, ma l’esame del cadavere racconta anche altro. C’è una profonda ferita sulla parte posteriore del collo, una evidente escoriazione sullo zigomo sinistro e altre escoriazioni sui piedi, dai quali mancano alcune unghie.
Se l’escoriazione allo zigomo e le ferite ai piedi possono far pensare a ferite da trascinamento, come se la donna fosse stata fatta scivolare su un pavimento ruvido, oppure sull’asfalto, prima di essere caricata in macchina, la ferita sul collo sembra di altro genere. Inoltre i due involucri di tela contenenti metanfetamine, tenuti insieme da uno spago, dalle foto agli atti dell’inchiesta sembrano pressoché intatti. La donna aveva sangue nei polmoni e potrebbe essere stata picchiata.
Anche per questo il procuratore Luca Tescaroli ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio e i carabinieri stanno tentando di dare un volto e un nome alle tre persone (forse due uomini e una donna) che hanno lasciato la trentanovenne in ospedale e poi hanno fatto perdere le proprie tracce.
La vittima, originaria della provincia del Guangdong, era senza permesso di soggiorno e ha lasciato traccia del suo passaggio il 31 marzo 2015 in partenza dall’aeroporto milanese di Malpensa verso la Cina. Poi risulta aver usato un visto per motivi turistici in Olanda dal 19 al 27 luglio dello stesso anno.
Chi l’ha vista quando è arrivata in ospedale dice che praticamente era già morta, le manovre di rianimazione sono state fatte solo per un mero scrupolo. Se fosse morta a causa della droga, quasi certamente poteva essere salvata se fosse stata soccorsa tempestivamente. I sintomi di un’overdose si manifestano molto prima della crisi fatale.
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