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Confindustria suona la sveglia alla politica: «Che fine ha fatto il tracciato alternativo della 325?»


	Il cantiere per l'allargamento della curva della 325 a Usella
Il cantiere per l'allargamento della curva della 325 a Usella

Il presidente della Provincia presenterà lo studio tecnico il 1° agosto al presidente della Regione

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PRATO. Che fine ha fatto il progetto di fattibilità per un tracciato alternativo alla strada regionale 325 che collega Prato con la Valbisenzio? Se lo chiede Confindustria Toscana Nordi in una nota pubblicata oggi, 31 luglio. Ieri il presidente della Provincia, Simone Calamai, aveva annunciato che domani, 1° agosto, avrebbe presentato il documento al presidente della Regione, Eugenio Giani.

“Fuori da ogni emergenza climatica (a cui purtroppo quella parte di territorio ci ha abituati) – si legge nella nota di Ctn – leggiamo che la regionale 325 verrà chiusa a singhiozzo: incombe contemporaneamente la sospensione dei treni fra San Benedetto e Vernio, da principio in orari definiti poi, dal 29 settembre al 13 dicembre per l'intera giornata. Giusta preoccupazione esprimono i genitori degli studenti della vallata, che avranno difficoltà a raggiungere la loro scuola; preoccupazione condivisa e forse maggiore esprime il sistema produttivo di quella porzione, importantissima, della provincia di Prato. La Cabina di regia riunita di recente a Bologna, e a cui partecipa anche il nostro assessore regionale Stefano Baccelli, fa proprio il disagio dei pendolari, ma dichiara che i lavori sulla tratta ferroviaria sono un calice amaro che andrà bevuto per avere finalmente un collegamento adeguato a standard europei, e godere di un "servizio più affidabile, regolare e confortevole", con positivi risvolti ci aspettiamo anche per il traffico merci. Rimane da capire come si intenda agire per la viabilità stradale, al di fuori da indiscrezioni più o meno fondate ma tutte allarmistiche. Il territorio ha tollerato responsabilmente frane, smottamenti, allagamenti, interruzioni per cantieri aperti e per incidenti ricorrenti; proprio per questo motivo, sarebbe giusto, finanche doveroso, che adesso fosse reso noto il contenuto dello studio che la Regione Toscana ha promesso sul sistema della mobilità nella valle del Bisenzio e che avrebbe dovuto essere presentato prima entro lo scorso marzo e poi entro giugno. Siamo oramai alla fine di luglio ma nessuno conosce quali siano le criticità individuate dallo studio e come si intenda affrontarle, sia in termini di miglioramento della viabilità esistente sia in termini di individuazione delle necessarie e non più procrastinabili viabilità alternative. Sarebbe questo il primo reale atto per affrontare una problematica che da anni il sistema delle imprese evidenzia e che porrebbe le basi concrete per la creazione finalmente di un collegamento alternativo della Valle del Bisenzio, soprattutto della sua parte più industriosa, con il resto del distretto presente nella piana e magari con la sua componente più sviluppata e sinergica che è quella di Montemurlo e poi attraverso le infrastrutture ivi presenti con il resto del sistema produttivo”.

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