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Prato

L’intervista

Prato calcio, la versione di Commini: «Le trattative vanno fatte in due e loro non si sono presentati»

di Vezio Trifoni

	Stefano Commini, presidente del Prato
Stefano Commini, presidente del Prato

Il presidente racconta dal suo punto di vista perché sono naufragati i contatti con la cordata dei “volenterosi”

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PRATO. I tifosi vogliono che il presidente Stefano Commini ceda la società. La cordata dei Volenterosi ha inviato una pec al presidente del Prato dicendo che non sono più interessati all'acquisto del Prato e c'è ancora una possibilità, alquanto flebile, di un possibile fondo estero. A 10 giorni dall'iscrizione del Prato al nuovo campionato la situazione è davvero complicata.

Commini, lei cosa vuole fare ?

«Parto dal fatto che i tifosi hanno ragione ad essere arrabbiati perchè lo sono anch'io per i risultati che in questi anni si sono ottenuti sul campo - dice Commini - la mia volontà è quella di trovare una soluzione per creare i presupposti per far salire il Prato tra i professionisti».

Ma come è andata questa trattativa ?

«Mi dispiace ma io ho fatto di tutto per arrivare a un accordo. Tra l'altro avevamo un incontro a Firenze e io insieme al mio avvocato ci siamo presentati e abbiamo ricevuto una offerta solo dal loro professionista. Avevo chiesto che ci fosse almeno uno degli imprenditori, e tra loro ne conoscevo diversi per la loro passione. Ma dei 37 nessuno si è presentato all'appuntamento».

Quindi è vero che non sono stati forniti i bilanci alla controparte per poi iniziare la due diligence?

«Le trattative si fanno in due - continua Commini - se mi arriva un documento dove non c'è la possibilità di modificarlo o di renderlo più corretto è difficile incontrarsi. Comunque avevo cercato di trovare delle soluzioni per poi inviarlo alla cordata ma non c'è stato il tempo perchè hanno mandato la pec (non era di una società o associazione) di termine della trattativa».

E ora cosa succede?

«Succede che Commini deve mettere 200 mila euro per iscrivere la squadra e ripartire - spiega il presidente - visto che si dice che tutti vogliono il bene del Prato fuorchè il sottoscritto, potrei anch'io fare un passo indietro e aspettare che arrivi il salvatore della patria. Ho investito tanto in questo progetto e adesso che forse dovrei avere l'appoggio di chi sostiene il Prato, mi dicono vattene».

Quindi?

«Ditemi voi, cosa devo fare? Non iscrivo la squadra così scompare il Prato, ripianiamo tutto e ripartiamo con la voglia di provarci o quali sono le altre soluzioni ?».

Il tempo è stretto e la situazione generale del calcio vede tante società in difficoltà.

«Società blasonate come la Lucchese e la Spal partiranno molto probabilmente dall'Eccellenza - continua Commini - altre formazioni hanno dovuto fare fusioni o sono scomparse. Noi partiamo da uno stadio in gestione, un settore giovanile che è stato ricreato e che, dopo un momento di incomprensione, ha ripreso la sua strada con chi ha portato avanti il progetto fin dall'inizio. Vogliamo buttare via tutto questo un'altra volta ? Martedì i tifosi hanno chiesto alla cordata dei pratesi - Volenterosi - di essere presenti. Anch'io avevo chiesto che fossero presenti ma non si è presentato nessuno. Io sono disponibile ad andare via ma voglio avere di fronte il futuro proprietario per cedergli il testimone. Mi sembra il minimo».

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