L’appello del procuratore di Prato ai lavoratori che vogliono denunciare lo sfruttamento: ci sono due numeri di telefono
Luca Tescaroli sollecita la collaborazione: ci sono già 60 operai che stanno raccontando che cosa succede nel “distretto parallelo” e 20 hanno ottenuto il permesso di soggiorno
PRATO. Adesso ci sono due numeri di telefono per denunciare le situazioni di sfruttamento lavorativo nelle tante aziende del distretto pratese che costringono i propri dipendenti a turni di 12 ore, sette giorni alla settimana. Li ha diffusi oggi il procuratore Luca Tescaroli, invitando i lavoratori sfruttati a farsi avanti e promettendo indagini rapide e protezione.
I numeri sono il 331-3660387 che fa capo alla Procura e il 366-9332876 che fa capo al Dipartimento di prevenzione dell’Asl. Chi vuole denunciare la propria condizione di sfruttamento, spiega la Procura, può inviare un sms in lingua italiana o in lingua madre indicando il proprio numero e dando la disponibilità a collaborare. I lavoratori verranno poi ricontattati nei giorni seguenti per fissare un appuntamento per stendere la denuncia. A scanso di equivoci, la Procura spiega che non verrà chiesto alcun esborso di denaro e che il messaggio dovrà essere inviato dal diretto interessato.
Una soluzione semplice, alla quale però nessuno finora aveva mai pensato.
La comunicazione verrà diffusa in lingua urdu, cinese, bengalese e inglese anche sui social network più frequentati dagli immigrati.
Il procuratore Tescaroli ricorda che negli ultimi mesi molti lavoratori sfruttati (pachistani, cinesi, africani e bengalesi) hanno cominciato a collaborare. Dal febbraio di quest’anno, in particolare, sono 60 quelli che hanno fatto questa scelta. Per il distretto tessile pratese è una novità assoluta, che viene incoraggiata anche dalle iniziative della stessa Procura. Dal mese di luglio 2024 la Procura ha chiesto il rilascio di 20 permessi di soggiorno, ottenendo per un gruppo di lavoratori che collaborano specifiche misure di protezione, assicurate dalle forze dell’ordine.
