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Prato, ridurre dell’83% le emissioni di anidride carbonica entro il 2030: via libera dall’Europa


	L'emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo
L'emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo

Bruxelles ha approvato il Contratto di città sul clima, ma l’assessore Biagioni avverte: “Il Comune da solo può arrivare all’1%, serve uno sforzo dei privati”

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PRATO. La Commissione Europea ha conferito al Comune di Prato il riconoscimento “EU Mission Label Climate-Neutral and Smart Cities” approvando, in questo modo, il “Contratto di Città sul Clima” del Comune. Pertanto, il programma di azioni siglato dai 51 partner lo scorso marzo è stato ritenuto in linea con la missione e i soggetti firmatari possono metterlo in atto da oggi. La missione principale, che Prato condivide con altre 99 città europee (di cui 9 italiane), è quella di ridurre dell’83% le emissioni di CO2 entro il 2030.

L’iniziativa è nata a seguito della selezione di Prato, da parte della Commissione Europea, tra le 100 città dell’Unione che hanno partecipato alla Missione UE “100 città climaticamente neutrali & smart”, la cosiddetta “Missione Città”, per la quale si erano candidate 377 città europee.

Il piano prevede di raggiungere il traguardo della neutralità climatica mediante alcune azioni concrete:

-          Decarbonizzare i consumi termici ed elettrici attraverso la riduzione della domanda e l’aumento dell’efficienza dei sistemi impiantistici nel settore civile e industriale;

-          Elettrificare i consumi in ambito civile e nella mobilità;

-          Aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili (principalmente fotovoltaico);

-          Favorire il consumo di energia da fonti rinnovabili, non necessariamente prodotta localmente;

-          Diffondere modelli di consumo consapevole, finalizzati alla riduzione dell’uso di materie prime e al loro riutilizzo e riciclo;

-          Promuovere mobilità alternativa e a basso impatto;

-          Aumentare stoccaggio/assorbimento di carbonio.

“Questo contratto – dice l’assessore alla Transizione Ecologica Marco Biagioni, che il 22 ottobre prossimo andrà a Strasburgo al Parlamento Europeo a ritirare il premio – ci permette di far parte di un network nel quale condividiamo con le altre città anche la partecipazione a bandi, progetti e buone pratiche. È un vero e proprio lavoro di squadra in cui uniamo le forze per la transizione energetica, ecologica e digitale in tutti i settori. Sono soddisfatto del riconoscimento ottenuto che ci consente di avere una pianificazione degli obiettivi da raggiungere e del lavoro da fare in sinergia con le associazioni di categoria, sindacati, ordini professionali, enti del terzo settore. Voglio però ricordare che è importante che tutta la città si senta ingaggiata in questo, perché il Comune da solo riuscirebbe a contribuire solo all’abbattimento dell’1% delle emissioni. C’è un restante 82% che dipende da trasporto privato, residenze, industria e settore terziario. A noi il compito di dare gli strumenti ai cittadini per essere protagonisti di questo cambiamento”.

Il Contratto di Città è stato firmato da più di 50 soggetti del territorio che provengono dai più diversi settori: economici, sociali, ambientali, culturali, del mondo della salute, della mobilità, dei rifiuti, dell’acqua, dell’energia.

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