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Carmignano, tornano a casa dopo 45 anni due statue rubate in chiesa


	Le statue recuperate dai carabinieri
Le statue recuperate dai carabinieri

Due “moretti” portavaso del XVIII secolo erano stati trafugati nel 1979 dalla chiesa di San Michele Arcangelo ed erano finiti a Venezia

28 maggio 2024
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CARMIGNANO. Una coppia di moretti portavaso in legno intagliato e dorato del XVIII secolo, rubati il 26 aprile 1979 nella chiesa di San Michele Arcangelo di Carmignano, sono stati restituiti dal comandante del Nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Firenze all’attuale parroco.

Le opere sono state individuate mediante la comparazione delle fotografie pubblicate sul catalogo di un’asta tenutasi nel 2021 presso un importante casa d’aste, con quelle contenute nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” gestita dai carabinieri, che ha consentito di accertarne l’illecita provenienza. Le prime indagini effettuate hanno portato a un soggetto residente a Milano, al quale sono state individuate e sequestrate le opere in una sua abitazione di Venezia.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Venezia, ha consentito di appurare che le opere, dopo il furto del 1979, nei successivi anni erano state acquistate da un noto collezionista toscano. In seguito, la nipote nominata amministratrice di sostegno, per far fronte economicamente alle esigenze assistenziali nei confronti dello zio, ha deciso di metterle all’asta. Gli accertamenti hanno consentito di appurare l’estraneità ai fatti per i soggetti coinvolti trattandosi di acquisti in buona fede.

Data la natura giuridica dei beni, essendo di proprietà di ente religioso e pertanto sottoposti a tutela, la Procura ne ha disposto la restituzione alla parrocchia di San Michele Arcangelo. Fondamentale per il buon esito delle indagini il lavoro di catalogazione e censimento delle immagini fotografiche dei beni culturali da ricercare che confluiscono quotidianamente nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” del Ministero della cultura e gestita dai carabinieri dell’Arte. Il database più grande al mondo nel suo genere, con oltre 1.3 milioni di files relativi a opere da ricercare.

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