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Prato, i cinghiali della Sacra Famiglia potrebbero essere “graziati”

Prato, i cinghiali della Sacra Famiglia potrebbero essere “graziati”

Autorizzato l’abbattimento, il Comune pensa a una recinzione

29 aprile 2024
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PRATO. Potrebbero essere risparmiati i cinghiali che da qualche tempo scendono di notte nei giardini della Sacra Famiglia, vicino al Ponte Petrino. Il Comune, insieme con la polizia provinciale, sta valutando l’ipotesi di non procedere all’abbattimento degli animali e in alternativa installare una robusta recinzione che impedisca agli ungulati di pascolare nei giardini che di giorno sono frequentati da molti bambini.

L’abbattimento dei cinghiali è stato autorizzato dalla Regione all’inizio di aprile, in seguito alle proteste di alcuni residenti preoccupati per la presenza degli animali vicino allo sgambatoio dei cani. Era almeno dalla metà di gennaio che i cinghiali erano diventati abituali frequentatori dei giardini della Sacra Famiglia nelle ore notturne. Scendono dalla collina, passano sotto a una recinzione e si aggirano nel prato alla ricerca di qualcosa da mangiare. La loro presenza non sarebbe un pericolo immediato per i residenti, visto che in piena notte i giardini non sono particolarmente frequentati, se non da qualcuno che porta fuori il cane. Ed è proprio il rischioso incontro tra ungulati e cani che potrebbe creare qualche problema.

Per questo il Comune e la polizia provinciale, che ha la competenza su questo tipo di situazioni, hanno chiesto e ottenuto dalla Regione il via libera all’abbattimento dei cinghiali, suscitando le proteste degli animalisti. Lo scorso 14 aprile gli Animalisti italiani, la Lav e il Partito animalista hanno dato vita a una manifestazione di protesta nei giardini della Sacra Famiglia. Hanno mostrato cartelli su cui era scritto: “Davvero volete che i bambini giochino su un terreno macchiato per sempre di sangue innocente?”. E ancora, sotto al disegno di un cinghiale: “Non mi liberano nei boschi, la legge prevede che una volta sedato, io venga ucciso”.

Il comandante della polizia provinciale, Michele Pellegrini, ha spiegato che «i cinghiali, essendo animali selvatici, possono comportarsi in modo aggressivo verso le persone o le cose, rappresentando a tutti gli effetti una minaccia per l’incolumità pubblica nelle aree urbane. La stessa legge toscana permette la caccia ai cinghiali tutto l’anno, sia durante l’attività venatoria che in caccia di selezione, in quanto ha stabilito che il cinghiale incarna una specie da eradicare. Ci tengo a sottolineare un aspetto importante: i cinghiali sono portatori di peste suina africana, un loro trasferimento in altre zone del territorio è strettamente vietato per prevenire la diffusione della malattia».

Intanto però sono passate due settimane, qualche giorno fa c’è stato un altro sopralluogo ai giardini e l’abbattimento degli animali non è più così scontato, anche perché non sarebbe un’operazione per niente facile in una zona densamente abitata e richiederebbe la chiusura di diverse strade, oltre che dei giardini.

Si sta dunque pensando a una soluzione alternativa: l’installazione di una recinzione più robusta (per la quale è già stato chiesto un preventivo, ma serve anche il parere della Soprintendenza perché c’è un vincolo paesaggistico) che sarebbe comunque necessaria anche in caso di abbattimento, altrimenti gli animali farebbero presto a tornare. «Il nostro obiettivo è duplice – spiega l’assessora alla Città curata Cristina Sanzò – Garantire la sicurezza delle persone e impedire l'accesso nel giardino pubblico dei cinghiali. Ci stiamo lavorando». 
 

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