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Uomo Vitruviano censurato nella sigla Rai delle Olimpiadi, il sindaco di Vinci: «Un messaggio sbagliato»

di Redazione Empoli

	L’immagine dell’Uomo Vitruviano di Leonardo così come “censurato” nella sigla delle Olimpiadi di Milano Cortina
L’immagine dell’Uomo Vitruviano di Leonardo così come “censurato” nella sigla delle Olimpiadi di Milano Cortina

Nella sigla dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, l’opera creata da Leonardo Da Vinci appare senza genitali: «L’arte non si modifica per adattarla alle sensibilità del momento»

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VINCI. «Riguardo alla censura dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci nella sigla Rai dei Giochi Olimpici Milano-Cortina, desidero esprimere profonda attenzione e preoccupazione». Per Daniele Vanni, sindaco di Vinci, culla del genio Leonardo, la “rimozione” dei genitali dell’Uomo Vitruviano nella sigla delle olimpiadi invernali in corso è un’operazione di cattivo gusto. E come lui la pensano il Pd (a cui Vanni appartiene) e il Movimento 5 Stelle, che sul caso annunciano un’interrogazione parlamentare.

«Leonardo da Vinci rappresenta un patrimonio universale, ma per noi è prima di tutto identità, storia e responsabilità. Vinci è la sua città natale e custodisce con orgoglio la memoria del Genio, promuovendone l’opera e il pensiero nel pieno rispetto della sua integrità artistica e culturale – le parole del primo cittadino – L’Uomo Vitruviano non è soltanto un disegno celebre: è il simbolo dell’armonia tra arte e scienza e tra uomo e natura. Ogni intervento che ne alteri l’originalità rischia di trasmettere un messaggio sbagliato e di indebolire il valore autentico dell’opera. L’arte non si censura, non si modifica per adattarla alle sensibilità del momento. Si contestualizza, si spiega, si valorizza. Il servizio pubblico ha il compito di promuovere la cultura nella sua verità storica, non di rielaborarla».

Certamente non è censurata la scultura che impreziosisce la cittadina alle pendici del Montalbano, realizzata da Mario Cevoli. «Un’opera che reinterpreta il capolavoro leonardiano mantenendone intatto il significato simbolico e universale – commenta il sindaco Vanni – È la dimostrazione che si può dialogare con i grandi maestri senza snaturarli. L’Italia, proprio in occasione di un evento internazionale come le Olimpiadi, deve presentarsi al mondo con l’autenticità e la forza del proprio patrimonio culturale. Leonardo appartiene all’umanità intera, ma la responsabilità di custodirlo è anche nostra».

Intanto, sulla questione, la Rai parla di «polemica pretestuosa, precisando che non è lei ad aver partorito sigla e pacchetti grafici dei Giochi, invece «prodotti e distribuiti da Obs – Olympic Broadcasting Services, l’organismo del Comitato Olimpico Internazionale responsabile della produzione audiovisiva delle Olimpiadi». Obs ha fornito l’Uomo Vitruviano “senza attributi” «a tutte le emittenti detentrici dei diritti nel mondo, obbligate a trasmetterlo senza modifiche». Una replica che tuttavia non sembra aver spento l’indignazione di molti.

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