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Tessile pratese, export in calo. In 9 mesi quasi meno 6 punti

di Luigi Spinosi
L’interno di una industria tessile
L’interno di una industria tessile

Nonostante il buon inizio di anno mancano 112 milioni di euro

30 gennaio 2024
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PRATO. Ci sono molti segni “più”, e qualche “meno”, ma spesso su numeri non particolarmente preoccupanti e con cali che possono essere definiti fisiologici. Ma nel caso pratese i dati sull’export del Monitor dei Distretti della Toscana, elaborato dalla direzione studi e ricerche Intesa Sanpaolo, un po’ di timori li solleva, visto che è proprio il distretto di Prato del tessile e abbigliamento a far registrare uno dei cali più rilevanti delle esportazioni nei primi nove mesi del 2023 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Una situazione che coinvolge, più in generale, tutto il sistema moda, il comparto più rilevante della Toscana: l’analisi trimestrale mostra come, a partire dal secondo trimestre 2023, si sia registrato un rallentamento nelle esportazioni (-9,9%) acuitosi nel periodo luglio-settembre (-11,7%). Una quota rilevante della riduzione nelle esportazioni è legata all’andamento del distretto della pelletteria e calzature di Firenze, oltre che al distretto dell’abbigliamento di Empoli e tra le altre specializzazioni del sistema moda si nota anche un calo rilevante proprio nei distretti che si collocano a monte della filiera come la concia e calzature di Santa Croce (-8,8%) e, appunto, nel tessile e abbigliamento di Prato, dove la diminuzione dell’export è stata, in termini percentuali del 5,8, che invece, in termini assoluti corrisponde a un valore di 112,6 milioni di euro. E anche qui il grosso di questo calo si è registrato soprattutto nel terzo e ultimo trimestre analizzato.

Un dato sul quale incide, in maniera pesante il calo dell’export verso il Regno Unito, che è diminuito rispetto al periodo gennaio-settembre del 30,2%. Il trainante settore del tessile è quello che ha inciso sul dato complessivo delle esportazioni della nostra Provincia, al di là del prodotto inviato sui mercati stranieri, che si attesta sul 4,7% in meno rispetto al 2022. Un dato un po’ più basso del 5,8% del solo tessile e abbigliamento, segno che in altri settori produttivi le cose sono andate meglio.

Analizzando più nel dettaglio i numeri del tessile pratese si nota come abbia seguito lo stesso andamento di tutto il settore moda, ossia primo trimestre in crescita, seppur lieve (lo 0,9% in più) e poi dal secondo trimestre parte il calo: -6,4% nel secondo trimestre e addirittura 11% nel terzo. In termini assoluti si è passati da un valore dell’export di 1.930,3 milioni nei primi nove mesi del 2022 ai 1.817,6 milioni dello stesso periodo 2023. Un calo che non è mai bello da vedere ma che però deve anche preoccupare relativamente, visto che, arrivando dopo un periodo di crescita, può anche essere letto come fisiologico, visto che nell’intero 2022 il settore era cresciuto 14,6% rispetto al 2021.

Tutto sommato positivo il giudizio di Tito Nocentini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo: «I distretti della Toscana confermano anche nel 2023 una buona tenuta, grazie alla loro elevata competitività, alla qualità distintiva delle produzioni, ma soprattutto alla capacità di cogliere le evoluzioni in corso e di trasformare il proprio business in ottica Esg (l’economia etica e sostenibile ndr), e proprio per accompagnare questo tipo di sviluppo abbiamo di recente istituito il laboratorio Esg a Firenze, che insieme alle iniziative finanziarie e di consulenza contribuisce ad accompagnare le piccole e medie industrie del territorio a perseguire obiettivi di sostenibilità».

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