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Le indagini

Prato, omicidio-suicidio nella sala biliardi: uccide il socio e poi si spara. L’ipotesi è uno scontro sugli affari

di Paolo Nencioni
Prato, omicidio-suicidio nella sala biliardi: uccide il socio e poi si spara. L’ipotesi è uno scontro sugli affari

Un’ora prima l’aggressore aveva travolto uno scooter ed era scappato

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PRATO. L’uomo con la pistola entra deciso nella sala biliardi, si dirige a passi svelti verso il socio e lo abbraccia come un vecchio amico, poi senza sciogliersi dall’abbraccio gli spara alla schiena. L’altro si affloscia a terra, mentre il primo si allontana di qualche passo e rivolge l’arma verso di sé, si spara all’addome e fa la stessa fine dell’amico. Che poi amico non era, visto come è finita.

Il video della telecamera di sorveglianza dura pochi secondi e di fatto chiude il caso dell’omicidio-suicidio avvenuto la scorsa notte all’interno dell’associazione Yang Guang, una sala biliardi cinese all’intersezione tra via Fonda di Mezzana e via delle Fonti.

Le vittime, di cui non è stato reso noto il nome, sono due cinesi di 55 e 56 anni, soci in affari spiegano gli inquirenti, e la pista degli affari per spiegare l’accaduto è quella privilegiata, anche se non si escludono altri moventi.

L’allarme è scattato lunedì sera intorno alle 23, quando al 118 sono iniziate ad arrivare richieste di soccorso. Si parlava di una sparatoria nella sala biliardi, di due morti e di persone cadute dalle finestre al primo piano. Quando la prima volante della polizia è arrivata sul posto, gli agenti hanno effettivamente trovato due morti nella sala al primo piano del locale e inizialmente si è pensato che fosse stata un’esecuzione. Poi, passato il trambusto e in base alle prime testimonianze raccolte, si è capito che si era trattato di un omicidio-suicidio. La pistola dello sparatore è stata recuperata e i corpi portati via dai servizi funebri.

A chiarire definitivamente la dinamica c’è quel video delle telecamere di sorveglianza che sembra una scena di Pulp Fiction o di un film sulla mafia. Mentre l’assalitore mascherato da amico fredda il connazionale, altri tre frequentatori del locale cercano scampo gettandosi dalle finestre e verranno soccorsi in codice giallo.

Il piazzale sul quale si affacciano una Sala Vlt, il club dei biliardi e un supermercato, tutti gestiti da cinesi, si riempie ben presto di lampeggianti, arriva il sostituto procuratore Carolina Dini, arriva il medico legale Brunero Begliomini a cui poi verrà dato l’incarico di eseguire le autopsie. Il circolo viene chiuso ma non sequestrato. Nella concitazione del momento, sull’asfalto resta un proiettile inesploso, che sarà ritrovato al mattino dai cronisti in cerca di notizie. L’ipotesi è che lo sparatore, una volta sceso dall’auto, abbia “scarrellato” per mettere il colpo in canna e così facendo ne abbia perso uno. La sostanza non cambia.

Quanto al movente, come detto, quello economico al momento sembra il più plausibile. Dalle prime testimonianze è emerso che lo sparatore, ufficialmente residente in Sicilia, fosse socio dell’uomo a cui ha sparato nella gestione del circolo e che negli ultimi tempi avesse incontrato qualche difficoltà economica. Forse c’erano questioni di dare e avere non risolte.

Altre motivazioni potrebbero emergere nel corso delle indagini.

Bisognerà anche capire lo stato psico-fisico in cui l’uomo è arrivato in via Fonda di Mezzana. E un incidente stradale accaduto meno di un’ora prima in viale della Repubblica potrebbe dare un indizio. Qui una Range Rover modello Sport ha travolto uno scooter e poi, senza prestare soccorso, il guidatore ha fatto retromarcia, ha urtato un’auto in sosta e si è allontanato. Sul posto ha lasciato la targa anteriore, recuperata dalla Municipale. Anche l’auto lasciata dall’omicida davanti al circolo è una Range Rover Sport, incidentata e senza la targa anteriore. Quasi certamente si tratta della stessa vettura. Questo fa capire che il conducente era già su di giri un’ora prima di sparare al socio, forse anche sotto l’effetto di qualche sostanza stupefacente. Sarà l’autopsia a stabilirlo.

Giusto venerdì i carabinieri hanno tolto dal mercato ben sei chili di ketamina, trovati in un garage della Chiesanuova e destinati a molti clienti cinesi del Macrolotto di Iolo. L’abuso di droga può spiegare tante cose, forse anche un omicidio-suicidio come quello accaduto l’altra notte in via Fonda di Mezzana.
 

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