Il Tirreno

Prato

lutto

Sgomento e dolore a Narnali per la morte di Francesco Nuti

Pasquale Petrella
Gli amici di Francesco Nuti al circolo Grassi di  Narnali col manifesto dello spettacolo "StarNuti stasera"
Gli amici di Francesco Nuti al circolo Grassi di Narnali col manifesto dello spettacolo "StarNuti stasera"

Gli amici e coetanei del circolo Grassi, con i quali giocava da ragazzo, lo ricordano con affetto e parlano di quando, ormai famoso, si presentò con Clarissa Burt

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PRATO. «No, è morto Cecco? Ma i funerali dove li fanno? Lo portano qui o resta a Roma?» C’è incredulità e sgomento per la morte di Francesco Nuti ma anche la voglia di dargli un ultimo saluto fra i vecchi amici di Narnali che lo hanno visto crescere, condividendo con lui i giochi per strada, dare i primi calci al pallone, poi fare i primi spettacoli alla Guido Monaco, nella Rivista del Buzzi ed infine spiccare il volo verso una carriera di attore e regista di grande successo.

Una carriera che lo ha visto spesso tornare per le vie di Narnali per ambientare alcune scene dei suoi film, «Te la ricordi quella in cui parla con Magnifico, in una scena di Madonna che silenzio c’è stasera, e c’è la battuta: nella vita o vai in Perù o sposti la chiesa o vinci al totocalcio? – racconta Fabrizio Cecchi che con Cecco, come lo chiama da sempre, ha fatto le scuole elementari e le medie – Beh, la scena si svolge davanti alla chiesa di Narnali».

Certo la notizia della morte di Francesco Nuti, che aveva 68 anni, è arrivata improvvisa in un pomeriggio di primo caldo in questo pazzo giugno, ma non proprio come un fulmine a ciel sereno. I suoi amici sapevano che era in gravi condizioni. Le ultime volte che lo hanno visto al circolo Arci Renzo Grassi era su una sedia a rotelle accompagnato dal badante. Poi il trasferimento a Roma con la figlia Ginevra e il ricovero in una clinica fino a ieri. Ma non è questo il “Cecco” che gli amici di Narnali vogliono ricordare. Meglio quello brillante e donnaiolo.

«Aveva una ventina di anni, era ai primi successi con gli spettacoli e aveva portato una ragazza a casa mentre i genitori non c’erano – continua Fabrizo Cecchi – All’improvviso tornarono e Cecco fece segno a suo padre che era n compagnia e di non far entrare la mamma. Ne nacque una scena comica per tutto il vicinato».

Ma al circolo Grassi ricordano anche quando, all’apice del successo, arrivava con attrici e modelle bellissime. «Clarissa Burt (che Nuti ebbe come attrice in Caruso Pascoski del 1988) quando entrò al suo fianco nel circolo ci lasciò tutti senza fiato – ricorda Alessandro Pugi – Ma anche se quando ha avuto successo ha un po’ diradato le sue visite, voglio ricordare lo spettacolo che fece proprio qui il 26 luglio del 2006 dal titolo “StarNuti stasera”, una serata straordinaria». E su una parete del circolo Grassi campeggia, incorniciato, proprio il manifesto di quell’evento. Così come sulla parete sopra la macchinetta del caffè, accanto alle bottiglie dei liquori, c’è una sua foto di calciatore autografata con un saluto al circolo e agli amici. Sì perché Francesco Nuti da ragazzo è stato anche un discreto giocatore di calcio. «Io l’ho incontrato la prima volta sui campi di calcio – racconta Bartolomeo Scrima – Avevamo sui tredici, quattordici anni, Io ero il capitano del Montale e lui il capitano dei Boys Agliana. Quando faceva i dribbling lo chiamavano Rivera. Poi l’ho incontrato e rivisto al circolo. So che lo volevano squadre di fuori perché ci sapeva fare, era la classica mezz’ala all’Antognoni. Ma a lui piaceva il teatro e così dopo poco ha lasciato il calcio». Ma c’era anche il biliardo oltre al calcio e c’è stato un periodo che spesso lo vedevano giocare nella sala del circolo, dove sono passati anche dei campioni del Mondo. «Tutte le esperienze che ha vissuto qui a Narnali le ha in parte trasportate nei suoi film – dice Maurizio Gori – Il Signor Quindicipalle ne è un esempio, e alcune scene anche di quel film le ha girate a Prato, nel Castello dell’Imperatore».

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Un legame stretto quindi con Prato e con la sua Narnali. A ricordarlo con maggiore commozione è Mauro Baldi, storico gestore del circolo, che con lui aveva un rapporto personale diretto. «Francesco aveva una marcia in più, era esuberante, dalla battuta facile e lo abbiamo seguito sempre con grande orgoglio perché lui non si è mai dimenticato di Narnali». E poi spunta una foto storica che lo ritrae in bianco e nero mentre proprio lì, nel circolo, parla con un altro grande dello spettacolo: Roberto Benigni. Cecco non c’è più ma le puppe a pera, lo stambecco bianco e Paperino, radio e biliardo, il Perù, l'Africa, dammi un bacino, buongiorno una sega... resteranno per sempre.

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di Redazione Prato
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