Il Tirreno

Prato

La polemica

Prato, proteste per il film visto in classe. Un gruppo di mamme: «Ha traumatizzato i bambini»

di Alessandro Formichella
Una delle scene della commedia inglese
Una delle scene della commedia inglese

Coinvolti alunni di una quinta elementare: al centro della polemica una commedia inglese del 2003

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PRATO.  Un gruppo di mamme si scaglia contro l’insegnante di una scuola primaria di Prato che ha fatto vedere il film “Love actually” (L’amore davvero) ai ragazzi della quinta elementare. E chiede addirittura l’allontanamento dell’insegnante dalla scuola. I fatti risalgono alla metà di dicembre. Il film del 2003, una commedia inglese diretta da Richard Curtis, in cui, come recita lo spoiler si tratta di una pellicola «ambientata nella Londra contemporanea, dove si racconta una storia nella quale si intrecciano un numero spettacolare di storie d’amore, alcune romantiche, alcune pazze, alcune stupide ma tutte divertenti nel loro modo di essere» ha scatenato la protesta di una parte dei genitori dei ragazzi.

In “Amore davvero” ricorrono a tratti parole pesanti, epiteti, e una scena in controluce, non hard, ma ammiccante al rapporto di due controfigure che vorrebbero fare i pornoattori e che in genere viene giudicato su alcuni portali tv con bollino giallo; visione consigliata ai maggiore di anni 13 accompagnati da un adulto. I ragazzi e le ragazze della V elementare di anni, però, ne hanno dieci e non tredici. C’è da dire che “Love actually” è stato dato anche più volte in prima serata da molte emittenti televisive. Il film è stato fatto vedere dalla maestra, che ha un’esperienza ultraventennale nell’insegnamento, diviso in due parti; una il 7 e un’altra il 12 dicembre. Il giorno dopo, sulla chat dei genitori degli alunni sembra che si sia scatenato il putiferio. Tanto che è stata inviata una mail di protesta all’insegnante e al preside della scuola primaria.

«Ho risposto subito a quella parte dei genitori che protestavano», ha la voce affranta l’insegnante. «Ho detto che avevo sbagliato e mi scusavo, ma che era stato fatto tutto in buonafede secondo un programma di educazione sessuale che avevo annunciato agli stessi genitori all’inizio dell’anno. Ho preso un dvd che avevo in casa, e non sapevo niente del bollino giallo».

«Ci sono ragazze che sono tornate a casa simulando gesti erotici e altre sconcerie. Quel film ha traumatizzato i bambini», dice una delle mamme che è alla testa del gruppo di genitori che vorrebbero l’allontanamento dell’insegnante dalla scuola. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione fra il gruppo dei genitori, l’insegnante e il preside della scuola primaria. «Anche in quella occasione mi sono scusata. Ho capito di aver fatto un errore, involontario. Seguo i bambini dalla prima elementare, faccio il mio lavoro con impegno e passione che mi è riconosciuto anche da altri genitori di questi bambini».

Sempre nei giorni scorsi sarebbe intervenuta anche la psicologa della scuola che avrebbe fatto domande a risposta scritta ai bambini; non sarebbe uscito un quadro traumatico, secondo la professionista, ma qualche momento di turbamento senz’altro sì. «Ho ricevuto mail e messaggi di vicinanza da altri genitori», prosegue l’insegnante. «Per conto mio posso continuare a scusarmi, se avessi saputo del bollino non lo avrei fatto. Ma chiedere il mio allontanamento dal lavoro è di un’ingiustizia assoluta. Faccio il lavoro con passione».

 

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