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L’appello della madre di Luana, morta sul lavoro a 22 anni: «Adesso basta con le vite spezzate»

L’appello della madre di Luana, morta sul lavoro a 22 anni: «Adesso basta con le vite spezzate»

Emma Marrazzo ha incontrato gli studenti dell’Istituto professionale Pacinotti

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PRATO. «Per questi ragazzi la sicurezza deve essere la prima cosa, senza la sicurezza non si torna a casa».

Lo ha detto Emma Marrazzo, la mamma di Luana D’Orazio, la ventiduenne operaia morta mentre lavorava all’interno dell’Orditura Luana di via Garigliano a Montemurlo il 3 maggio dell’anno scorso, incontrando ieri mattina gli studenti dell’istituto professionale Pacinotti di Pistoia, nell’ambito della presentazione del libro di Raffaele Bortoliero “Non si può morire di lavoro – Storie di giovani vite spezzate”, nel quale è contenuta anche la storia di Luana.


«Purtroppo – ha aggiunto Emma Marrazzo – in questi ultimi mesi sono morti anche alcuni studenti durante l’alternanza scuola-lavoro. Questo non deve più accadere. Devono essere informati sui rischi che corrono, devono a loro volta chiedere se possono stare in quel posto, informarsi se è pericoloso. Devono anche imporsi, dicendo che non sono andati lì per lavorare, ma per imparare, devono stare attenti a tutto e devono essere accompagnati e non azzardarsi mai a fare nulla da soli».

«La storia di Luana – sottolinea l’autore del libro – ha avuto un eco eclatante a livello nazionale, per la fine orrenda che ha fatto. Il libro che ho scritto contiene otto storie, di altrettanti giovani, alcuni studenti lavoratori, che hanno perso la vita lavorando. Nel libro ho cercato di narrare quello che resta dopo la morte di questi ragazzi, cioè la disperazione, la solitudine, la rassegnazione dei familiari che hanno perso l’unico bene sacro che avevano: il proprio figlio».

Davanti al giudice dell’udienza preliminare di Prato è in corso il procedimento penale nei confronti di Luana Coppini, titolare dell’orditura di Montemurlo, del marito Daniele Faggi e del manutentore Mario Cusimano. I primi due chiederanno di patteggiare, mentre Cusimano continua a respingere tutte le accuse.

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