Enrico Brignano accusa un commerciante di Montemurlo di averlo truffato
L'attore è stato sentito come testimone nel processo a carico del titolare di un'officina che avrebbe venduto un'auto storica del comico senza pagare quanto pattuito
PRATO. L'attore Enrico Brignano ha testimoniato oggi, 16 marzo, al Tribunale di Prato nel corso di un processo nato da una sua denuncia nei confronti di un commerciante di auto di Montemurlo, che l'attore accusa di averlo truffato per diverse migliaia di euro nella compravendita di una vettura.
I fatti contestati sono accaduti a cavallo tra il 2018 e il 2019, quando Brignano, come ha raccontato in aula davanti al giudice Romano, ha conosciuto Giuseppe Carulli, titolare di un'officina di Montemurlo specializzata nel restauro di auto storiche. Il commerciante lo convinse ad affidargli una Fiat 500 "spiaggina", l'utilitaria scoperta prodotta negli anni Cinquanta e Sessanta, pattuendo un pagamento di 30.000 euro. In realtà Brignano, secondo la sua denuncia poi confermata in aula, ne ha incassati solo 7.000, mentre il commerciante sarebbe riuscito a vendere l'auto per 40.000 euro. Questo prezzo è stato confermato in aula dall'acquirente finale.
L'attore romano ha anche raccontato che quando iniziò a chiedere di essere pagato, il commerciante di Montemurlo avrebbe smesso di rispondere al telefono. Nel giugno 2019 ci fu anche una specie di resa di conti all'interno dell'officina. "Sono andato a chiedere il saldo di quanto mi doveva - ha detto Brignano durante la sua testimonianza - e abbiamo rischiato di venire alle mani". Alla fine il commerciante avrebbe accettato di firmare una scrittura privata nella quale si impegnava a versare 9.000 euro all'attore, ma Brignano non ha mai visto nemmeno quelli. Il giudice ha rinviato al 1° giugno per la discussione della causa.
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