Presi i due banditi che rapinarono un ufficio postale ferendo un carabiniere
Grazie anche alla tecnologia, la squadra mobile risale a un uomo di 45 anni e un altro di 32 considerati "trasfertisti" del crimine e provenienti dalla provincia di Cosenza
PRATO. Dopo sette mesi di indagini, sofisticate intercettazioni e pedinamenti, sono stati arrestati dalla squadra mobile di Prato, guidata da Alessandro Gallo, due dei presunti autori della rapina all’ufficio postale di via Primo Maggio, avvenuta il 28 febbraio scorso. La polizia è andata a prenderli a casa loro, in un paese della provincia di Cosenza, da dove i due arrestati erano arrivati il giorno stesso della rapina, avvenuta nel primo pomeriggio. L’accusa per loro è di rapina, furto e lesioni, in quanto prima di fuggire gli autori ferirono un carabiniere fuori servizio del nucleo radiomobile di Prato che aveva tentato di fermarli. Il furto, invece, si riferisce all’auto utilizzata per il colpo, rubata poco prima in un parcheggio nei pressi della stazione centrale.
La rapina fruttò ai banditi poco più di 8.000 euro, grazie anche alla prontezza della direttrice dell’ufficio postale, che si chiuse dentro una stanza blindata dove erano custodite le somme più grosse. Si presentarono con un taglierino, a volto coperto, minacciando il cassiere e facendosi consegnare i soldi. I due “trasfertisti” arrestati sono un uomo di 45 anni e uno di 32, entrambi con numerosi precedenti di polizia e il primo sottoposto al regime della sorveglianza speciale. La squadra mobile non esclude che potrebbero esserci stati altri complici, almeno una terza persona. Per risalire a loro, in assenza di testimonianze importanti essendosi presentati col volto travisato, la polizia ha studiato i movimenti di una prima auto noleggiata dai rapinatori, diversa da quella rubata utilizzata per la rapina. Sono poi riusciti a soprapporre il gps dell’auto rubata alle celle dei tabulatati dei telefoni utilizzati dai banditi.
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