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I cinesi tra mascherine e termoscanner «Ci pensino le scuole»

alessandro formichella
I cinesi tra mascherine e termoscanner «Ci pensino le scuole»

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Domenica scorsa, 173 tamponi eseguiti e quattro positivi. La comunità cinese continua a fare lo screening anti-Covid. Martedì pomeriggio dalle 14,30 in poi il personale del Centro medico Diagnosys ha ripreso ad eseguire gli esami presso gli ambulatori di Etruria medica in via Pistoiese. Ma la comunità cinese, pur con tutte le rassicurazioni dettate dalle nuove regole per stoppare il possibile contagio nelle scuole, nutre dubbi nel mandare i propri figli a scuola, soprattutto a quella primaria.

Eppure la fiducia fra istituzioni e comunità sembra esserci. «I termoscanner a parete e le mascherine sono in uso nelle scuole superiori fin dall’apertura dell’anno scolastico, anzi abbiamo iniziato mesi fa con gli esami di maturità» precisa Francesco Puggelli, presidente della provincia. Quello che chiedono i genitori cinesi è che i termoscanner a parete e l’uso obbligatorio della mascherina in classe sia seguito anche nelle scuole dei ragazzi più piccoli, alle elementari e alle medie per capirci. Ma i termoscanner digitali nelle scuole primarie ci sono, sono quelli, come disposto da tempo, fatti più comunemente a pistola. Per le mascherine vale, invece, la regola che non è obbligatorio indossarla in tutte le aule che hanno corrette distanze antiCovid fra un banco e l’altro. Il problema, quindi, in termici tecnici non è da porsi. «Ho ricevuto tre lettere in cui genitori di origine cinese mi dicevano che non avrebbero mandato i loro ragazzi a scuola per un mese come misura di prevenzione» ammette Maria Grazia Ciambellotti, dirigente scolastica che è stata anche candidata al consiglio regionale per il Pd nelle ultime elezioni. «Ho semplicemente risposto che questo non è possibile - dice la preside - L’assenza è ingiustificata e varrà ai fini della valutazione generale dell’alunno».

«Stiamo cercando assieme a nove associazioni che si occupano della comunità cinese di diffondere quanto più possibile la comunicazione di farsi i tamponi e sottoporsi agli esami. È l’unica misura possibile ad ora per valutare il contagio all’interno della comunità ed è un invito che continuiamo a rivolgere» dice il consigliere comunale Marco Wong. E intanto lo screening continua. —



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