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Politeama, Magnolfi chiede di rivedere il limite dei posti

Politeama, Magnolfi chiede di rivedere il limite dei posti

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L’ultima poltroncina rossa è stata rimontata mercoledì. Il Politeama recupera la sua vocazione di teatro, la sua anima più autentica, e si prepara alla nuova stagione sotto la guida della nuova presidente Beatrice Magnolfi.

Non è più una piazza vuota ma ritrova la platea che, secondo le attuali norme anti-Covid, passa da 960 a 312 sedute perdendo la galleria. È un teatro rinnovato quello che si prepara ad accogliere in sicurezza gli spettatori per la prossima stagione: durante l’estate sono stati eseguiti i lavori di imbiancatura ed è stata sanificata la sala. La pianta a scacchiera garantisce la distanza fisica fra le poltrone che, in base ai protocolli di sicurezza, è di un metro ma che è stata elevata a 1,10 metri come precauzione in più.

Fervono intanto i preparativi per la prossima stagione. «Speriamo che possa essere all’altezza delle aspettative della città – annuncia Beatrice Magnolfi – Il cartellone sarà presentato alla metà di ottobre con l’obiettivo di partire con la programmazione a novembre». Tra le novità, l’attivazione del canale on line della biglietteria e l’introduzione del venerdì oltre alle recite classiche del sabato e della domenica. È ancora possibile richiedere il rimborso tramite voucher per gli spettacoli che rientravano nel cartellone della scorsa stagione, annullati a causa dell’emergenza sanitaria. In alternativa, si può rinunciare al rimborso sostenendo così il Politeama e la ripresa delle attività.

Con l’occhio rivolto al prossimo rinnovo dei consigli e delle giunte regionali, Magnolfi auspica un’attenzione particolare per il mondo dei teatri e lancia un appello. «Chiediamo alla Regione Toscana di rivedere le regole antiCovid per i teatri, come hanno già fatto altre Regioni come Emilia Romagna e Veneto; se si rispetta un rigoroso distanziamento dei posti e l’uso di gel e mascherina, non si capisce perché aggiungere anche il tetto di un terzo degli spettatori. È un limite che svuota le platee, riduce drasticamente le entrate degli abbonamenti e dei biglietti, rende difficilmente sostenibile una programmazione di qualità. Far riaprire i teatri e tutti i luoghi della cultura dovrebbe essere uno dei primi impegni della prossima legislatura regionale». —

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