Il Tirreno

Prato

economia 

L’Azeta filati ha rilevato l’azienda Mister Joe di Natali

–M. L.

Momenti difficili per i big Il patron di Lineapiù Alessandro Bastagli ammette di avere archiviato il 2019 con una lieve flessione di fatturato (-2-3%)

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FIRENZE. Gli uni sono sempre stati specializzati in filati per maglieria, dal 1976 in poi. Gli altri producono invece filati per tessitura, dal 1995 in poi. Gli uni hanno la sede a Capalle, gli altri hanno lo stabilimento a Vaiano. Shopping nel comparto dei filati: alla fine di novembre la Mister Joe di Giuseppe Natali è stata rilevata dall’Azeta Filati di Alessandro Aiazzi che ha acquistato il 100% del capitale sociale. Nessun salvataggio di aziende in crisi. Semplicemente, è mancato il passaggio generazionale che avrebbe consentito all’imprenditore Natali di andare avanti con la storia ultraquarantennale della Mister Joe. «Mio figlio è ingegnere, ha altri progetti», racconta l’ormai ex titolare della Mister Joe. Le tre aziende del gruppo (Mister Joe, A zeta Filati e filatura Aiazzi) danno ora lavoro a una cinquantina di persone. «Sono a Pitti come spettatore – scherza l’imprenditore Aiazzi – Siamo sempre stati specialisti dei filati fantasia per tessitura che oggettivamente hanno sofferto meno di quelli per maglieria. Con questa acquisizione si allarga la produzione». Resta in piedi il marchio Mister Joe che, per la primavera-estate 2021, sfoggia la novità del filo Graffito composto da 100% viscosa e 100% cotone. In sostanza, la tintura è unica ma cambia la resa sul filo giocando sul contrasto opaco-lucido. «Il 2019 si è chiuso bene ma la seconda parte dell’anno è stata modesta – ammette Natali – È ancora presto per stabilire le dinamiche del 2020». Non sono rose e fiori nemmeno per i big del settore. Alessandro Bastagli, patron di Lineapiù, ammette di aver archiviato il 2019 con una lieve flessione di fatturato (tra il -2% e il -3%). Più si alza l’asticella del prodotto, più il mercato tiene. «La gamma di fili commerciali è quella che ha risentito più gli effetti negativi. Non basta lo sforzo di creatività e fantasia. Ci viene richiesto un grosso impegno come servizio». Peggio va per chi esce da un periodo di ristrutturazione aziendale. Dopo l’omologa del concordato in continuità aziendale, entro il 2020 la New Mill finirà di pagare i creditori privilegiati. «Siamo fiduciosi: la linea di filati green ci sta dando grandi soddisfazioni», spiega Stefano Milanesi. Sostenibilità che passa anche attraverso le buone pratiche aziendali. Così, se Lineapiù promette di eliminare un milione di sacchetti di plastica entro il 2020 (quelli usati per proteggere le rocche di filati) sostituendoli con alternative compostabili, Pinori Group eliminerà la copertina plastificata dalle cartelle colore. «I nostri fili hanno strutture complesse – racconta Raffaella Pinori – Si privilegiano lini grezzi mischiati con piattine di lurex, oppure tecnici gommati con cotoni fiammati». Il 2020 è un anno importante per l’azienda di via Gestri, quello del cinquantesimo compleanno. –M. L.

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