Sono Milo e mi porto nel cuore tutti i bambini e la mia città
Dopodomani Lorenzo compie 33 anni e festeggia il decennale di conduzione della Melevisione L’irresistibile ascesa dagli esordi al Politeama alla ribalta dello studio della Rai di Torino
PRATO. Intervistare Lorenzo Branchetti vuol dire fare un’intervista doppia. Sulla carta d’identità, infatti, è Lorenzo ma sul piccolo schermo per tutti è Milo Cotogno, uno dei personaggi più ammirati e amati dai bambini italiani.
Gennaio 2014 per Lorenzo è pieno di ricorrenze importanti, oltre al suo trantatreesimo compleanno (il 14) la Melevisione, il programma che conduce ed ora in onda su Rai Yo Yo, festeggia i dieci anni di vita, ovvero ben mille puntate.
Branchetti è un pratese doc anche se da dodici anni vive a Torino, città dalla quale la Rai trasmette lo spazio tv seguitissimo dai più piccoli che aspettano con ansia l’arrivo del folletto Milo. «Vivo in Piemonte – spiega Lorenzo – ma il mio cuore è qui a Prato, dove sono nato anche artisticamente, al teatro Politeama alla scuola Arteinscena diretta da Simona Marchini, con la quale oggi ho un forte legame affettivo. E poi appena parlo della mia città non posso non ricordare Roberta Betti (presidente del consiglio di amministrazione del Politeama, ndr). E’ stata lei che mi ha spinto a fare quello che sentivo dentro. I primi spettacoli, invece, li misi in piedi al Dagomari, la scuola che frequentavo, quando da studente mettevo in gioco la mia passione. Quando mi è capitato di tornare a calcare le tavole del Politeama – aggiunge Lorenzo - provo un’emozione che non si può descrivere. Mi piacerebbe tornarci più spesso e spero che Roberta mi chiami ancora».
Quando a Lorenzo chiediamo com’è fare un qualcosa per i bambini gli brillano gli occhi ed il volto viene illuminato dal suo sorriso. «A loro ti devi rivolgere in modo vero – racconta -. Il programma che conduco ha successo perché è, appunto, vero e questo lo fa amare. Tra l’altro da cinque anni la Melevisione è in giro per i vari teatri nazionali e la cosa che mi piace è che dal 2008 la Premiere di Prato ha l’esclusiva degli spettacoli itineranti. Quindi nascono qui, dove sono nato io e la cosa mi rende doppiamente felice».
Lorenzo è anche uno dei conduttori che, nonostante la giovane età, vanta un primato non indifferente: da dieci anni è sempre lui al timone del programma. Un record che non tutti possono dire di avere.
Lorenzo e Milo. «All’inizio della mia carriera – dice Branchetti – distinguevo Lorenzo da Milo. Col tempo, invece, si è fuso il legame tra i due soggetti e così Milo è diventato Lorenzo e viceversa. Milo rimane sempre in me, l’ho reso mio e scorre nelle mie vene. E che nella vita dovessi essere un folletto sicuramente era scritto. Nel 2001 in uno spettacolo per ragazzi che portai in scena al teatro “Le Maschere” a Roma (seguito da Carla Marchini, sorella di Simona ndr) io interpretavo un folletto che mi ha portato veramente fortuna».
La prova del cuoco. Da quattro anni Branchetti è anche nel programma tv «La prova del cuoco», dove ogni sabato porta avanti una rubrica.
«Lì sono Lorenzo, e mi reputo fortunato della stima che Antonella Clerici ha per me – confida -. Conduco questa bella vetrina dove mi rivolgo alla famiglia ed è un bello spazio per me».
Pubblicità e tv. Lorenzo Branchetti ha dato il suo volto a tanti spot pubblicitari ed ha preso parte anche ad alcuni film per il Cinema. Uno dei primissimi ruoli fu in un pellicola di Tinto Brass «Senso 45».
Dato che il regista viene associato al cinema erotico, Lorenzo tiene a precisare una cosa: «Nella parte che mi era stata affidata ero vestito dalla testa ai piedi. Mai avrei accettato niente di scabroso».
L’amore per Prato. «Adesso riesco a venire a Prato dalla mia famiglia una volta al mese – racconta - magari anche solo per dormire. Purtroppo rispetto a quando l’ho lasciata trovo la città più triste, molto cambiata. E mi dispiace che i pratesi vogliono andare via da qui. Vedo tante persone in difficoltà ma voglio essere ottimista, del resto sono del segno del Capricorno, quindi testardo. E poi sono o no un folletto? Quindi ci credo alle cose e voglio credere anche a dei miglioramenti».
Alla domanda di come si vede nel 2024, Lorenzo si mette a ridere e spiega che non riesce ad immaginarsi. «Preferisco godere di quello che faccio ogni giorno. Dieci anni fa, ad esempio, mai avrei immaginato di arrivare in Rai e diventare l’idolo dei bambini».
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