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La malinconica fine di un marchio glorioso

La malinconica fine di un marchio glorioso

Bici Bmm, erede della Moto Bimm, smetterà di produrre biciclette alla fine dell’anno

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MONTEMURLO. C'era una volta una fabbrica di biciclette che esportava in Europa, dava lavoro a decine di dipendenti, produceva 40 mila biciclette, anche con il marchio Bartali. Poi la crisi e la concorrenza della grande distribuzione ha messo la parola fine a questa impresa. La storia di Bici Bmm è strettamente legata al territorio di Montemurlo, dove ancora oggi ci sono i capannoni. «Abbiamo cercato di resistere il più possibile – spiega Dante Marliani - ma ormai non siamo più competitivi da diversi anni. Con la fine del 2013 smetteremo anche la poca produzione che abbiamo e poi tramite una nostra società Moto Bimm, oggi immobiliare, smaltiremo le ultime scorte». Eppure l'azienda di cui Riccardo Becocci è il socio maggioritario negli anni 80 è stata all'avanguardia per il sistema di verniciatura a polvere epossidica, che garantiva una durata e una resistente superiore rispetto alle altre tecniche. «L'innovazione – continua - ci ha permesso di essere competitivi in tempi dove la concorrenza si giocava ad armi pari, ora non possiamo più competere con i nostri prezzi. Anche la fase dell' internazionalizzazione è stata abbandonata a causa dei pesanti dazi».

Eppure ai tempi d'oro tantissime bici partivano con destinazione est Europa. Ancora una volta la concorrenza maggiore viene dalla Cina. «Non siamo assolutamente tutelati – spiega Marliani - lavoriamo in condizioni impossibili; abbiamo una struttura pesante soprattutto per quanto riguarda l'estensione dei capannoni, che è diventata una zavorra».

Molto più duttile, invece la capacità di diversificare la produzione; nata come azienda specializzata nella produzione di motocicli, con l'arrivo del mitico Ciao si è convertita all'assemblaggio delle bici, raggiungendo il culmine dell' attività negli anni ’90 con la produzione di mountain bike. «Il successo di questo modello – continua - è paragonabile soltanto a quello della Graziella. Era diventata una moda a cui nessuna sapeva resistere».

Oggi invece la tendenza sono le bici elettriche, che però hanno un margine di guadagno limitato e ancora troppi problemi da risolvere. «Per sopravvivere abbiamo provato anche questa diversificazione, ma non è andata bene come speravamo. I tempi non sono ancora maturi». Il personale di è ormai ridotto, ma la chiusura dell' azienda a dicembre costerà il posto a lavoratori ormai prossimi alla pensione. «Siamo dispiaciuti – continua l'amministratore – ma non è proprio più possibile andare avanti». L'ultima spiaggia è stata la collaborazione con Targetti, azienda produttrice di illuminazione per cui ha realizzato supporti per i fari da incasso, ma anche questo settore risente della crisi. Così Bici Bmm segue le sorti della casa madre Moto Bimm MotoBimm che negli anni 70 ha portato le Moto Bimm motorizzate Minarelli con cerchi da 17 pollici e un telaio particolare a vincere nel 1971/72, il campionato italiano di corsa in salita. Al tempo era guidata da Josè Becocci, artigiano imprenditore che per primo utilizzò i centri meccanografici a schede perforate e conobbe Bartali sul passo della Futa.

Alessandra Agrati

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