Il re del cachemire e il miracolo calcistico del Castel Rigone
Brunello Cucinelli ha portato la squadra di un paese di 406 abitanti dalla Terza categoria ai professionisti in 15 anni. E ha costruito uno stadio di legno senza barriere
PRATO. Un campo da gioco in perfetto stile Brunello Cucinelli. Con le principali strutture in legno, senza barriere - il primo nella Lega Pro con questa caratteristica - e con tanto verde intorno. Non poteva essere altrimenti. Il re del cachemire, dopo i successi mondiali con l'azienda di Solomeo, punta in alto anche con la sua squadra di calcio umbra del Castel Rigone. E lo fa a partire dal rinnovato stadio che oggi ha ospitato l'esordio stagionale tra i professionisti, con la prima partita ufficiale in casa per la Coppa Italia di Lega Pro contro il Prato, vinta dagli umbri per 4-1.
L'impianto sportivo ha un look rifatto ad immagine e somiglianza del suo presidente, che lo ha «rivestito» per lo storico approdo in Seconda divisione, con la società che in 15 anni è riuscita a passare dalla terza categoria ai professionisti. Il numeroso pubblico che ha gremito la tribuna principale tutta in legno (con questo materiale sono state realizzate anche le due panchine) ha dimostrato di apprezzare, con commenti tutti positivi, i lavori che hanno trasformato il San Bartolomeo in un vero e proprio «giardino del calcio».
A volerlo così è stato proprio Cucinelli, che del bello ha fatto una ragione di vita oltre che una linea guida della sua attività di imprenditore e di appassionato di sport e di calcio. Lo stadio, come detto, è il primo della Lega Pro senza barriere: al posto delle recinzioni ai bordi del campo si trovano ora siepi di alloro ed altre piante. Cucinelli, parlando con l'Ansa, ha voluto oggi ringraziare «la Federazione, il presidente e il direttore generale, che ci hanno dato questa grande opportunità, almeno per me, di poter giocare senza barriere, il sogno della mia vita». «Inoltre - ha aggiunto - li ringrazio per averci dato l'ok a giocare in casa il sabato, per dedicare poi la domenica alla famiglia».
«Mi piacerebbe molto - ha spiegato inoltre Cucinelli - riuscire in qualche maniera a ridare dignità al calcio. Bisogna ritornare a gioire nel modo classico quando si fa gol e non in maniera sgarbata. Mi piacerebbe, inoltre, un fair play classico, e che i giocatori non protestassero con l'arbitro e che non si togliessero la maglietta. Sono piccole cose, ma che possono ridare garbo al calcio». «Ed ora che anche noi siamo tra i professionisti - ha confessato - mi piacerebbe con la squadra fare del professionismo con un misto di dilettantismo ed in modo garbato».
In tutto, lo stadio ospita 800 posti a sedere (un «grazie anche alla questura e alla prefettura che ci hanno concesso - ha detto ancora - certe piccole cose, come quella di stare insieme ospiti e locali»): 500 sono per gli ospiti e 300 per i tifosi della squadra della piccola frazione di Passignano sul Trasimeno, posizionata tra le colline umbre, che conta appena 406 abitanti, paese natale dello stesso re del cachemire. L'inaugurazione ufficiale della struttura ci sarà il 7 settembre con la prima partita di campionato, e a Cucinelli «piace molto» l'idea «di tornare così presto a giocare in questo giardino».
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