Pontedera, zero tesserati a cinque giorni dal ritiro – Il ritorno di Giovannini e le tre condizioni per evitare la catastrofe granata
Incontro urgente in Comune alla presenza del sindaco: escluso il presidente Nikitiuk dalla chiacchierata
PONTEDERA. Serve un mezzo miracolo. Non per vincere. Intanto, semplicemente, per giocare. A di là dei progetti sbandierati- e mai spiegati davvero – dal presidente Gustavo Nikitiuk in una conferenza stampa surreale. Perché a meno di una settimana dall’inizio del ritiro – fissata per il 20 di luglio – i granata non hanno ancora tesserato alcun calciatore. E ora ci si aggrappa al ritorno di Paolo Giovannini – in qualità di direttore generale – per salvare la stagione pronta a partire (a fine agosto c’è la prima partita ufficiale, in Coppa – ed evitare il disastro che, di questo passo, appare inevitabile. Perché ora l’importante non è avere grandi ambizioni, ma sopravvivere. Non è tempo per palati raffinati e filosofie, ora serve “ciccia”. Altro che calcio gourmet, il Pontedera ad oggi non ha nemmeno una squadra da mettere in campo.
Le dichiarazioni di Simone Quintieri
Nella famigerata conferenza stampa del 7 luglio fa il direttore sportivo Simone Quintieri aveva dichiarato che la squadra era praticamente fatta, mancava soltanto alcuni tasselli. Alla luce dei fatti non c’è nessuna ufficialità di elementi a disposizione di mister Giuseppe Mascara, che come lui stesso ha spiegato arriverà a Pontedera solo la sera prima dell’inizio degli allenamenti. Una situazione mai avvenuta a queste latitudini.
Effetti della retrocessione
Con la retrocessione in Serie D, come noto il club perde la proprietà su tutti i giocatori: cambia lo status di essi da professionisti a dilettanti. Oltre a questo non c’è da dimenticare il budget davvero risicato di 190mila euro, che sicuramente non facilita le operazioni di mercato. Cifre davvero irrisorie per chi pensa di affrontare un campionato di serie D.
Il possibile ritorno di Paolo Giovannini
In città si parla con insistenza di un suggestivo ritorno di Paolo Giovannini, il quale è stato chiamato dall’amministrazione comunale per dare un apporto di esperienza e affidabilità ad un progetto finora lacunoso di Sportheca. Nella mattina di mercoledì 15 luglio – alle 12 – l’ex direttore generale del Pontedera si presenterà in comune per incontrare negli uffici di palazzo Stefanelli la proprietà – rappresentata da Beto Rappa Santos, perché Nikitiuk è stato escluso dal confronto – alla presenza del primo cittadino Matteo Franconi.
Le condizioni poste da Giovannini
Giovannini ha mostrato la sua disponibilità a tornare ma ha posto delle condizioni poco negoziabili. A partire da una totale libertà di scelte a livello della programmazione, supporto dell’amministrazione comunale che lo ha chiamato e infine non vuole interferenze per quanto concerne le decisioni sull’area tecnica. Quindi confronto con l’attuale direttore sportivo Simone Quintieri, ma l’ultima parola deve essere la sua.
Summit decisivo e tempi stretti
Sarà dunque un summit decisivo anche perché il tempo è tiranno per il Pontedera che si è trovato a metà luglio in grave ritardo rispetto alle altre squadre impegnate nel torneo di serie D. La città vive inevitabilmente con il fiato sospeso questa importante trattativa conscio dell’importanza del dirigente, in grado di cambiare lo stato delle cose.
Speranze e rischi per la nuova stagione
Con Giovannini al timone alle sue condizioni può tornare la speranza di allestire una squadra di poter dire la sua nel campionato, altrimenti il rischio di vivere una stagione simile a quella dello scorso anno è concreto. I nomi, il budget e il casting dei giovani sono tutti fattori che hanno portato ad un clima di forte pessimismo nella città della Vespa.
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