"Dirty soccer", dopo la sorpresa ora nel club regna la serenità
PONTE A EGOLA. Nella scorsa settimana al Tuttocuoio è arrivato il deferimento da parte del procuratore federale al tribunale nazionale. Il provvedimento si riferisce al secondo filone dell'inchiesta...
PONTE A EGOLA. Nella scorsa settimana al Tuttocuoio è arrivato il deferimento da parte del procuratore federale al tribunale nazionale. Il provvedimento si riferisce al secondo filone dell'inchiesta inerente il calcioscommesse denominata "Dirty soccer".
L'accusa è quella di responsabilità oggettiva e riguarda il confronto del 29 marzo 2014 con il Gubbio, conclusosi con la vittoria dei neroverdi per 1-0. Ricordiamo che il club pontaegolese era già stato chiamato in causa in occasione del primo filone - sempre da parte della procura di Catanzaro - chiuso con una assoluzione.
L’accusa riconduce, come scritto negli atti, alla figura di Andrea Bagnoli quale dirigente del club (nonostante non abbia mai ricoperto alcun ruolo) che non avrebbe denunciato alle autorità competenti il presunto illecito. Molti si chiedono quale potrebbe essere la sanzione per il Tuttocuoio nel caso venisse ritenuto colpevole. Essendo responsabilità oggettiva, crediamo non si possa andare oltre a una penalizzazione di qualche punto nella graduatoria di Lega Pro. Ovviamente il Tuttocuoio sceglierà un legale che segua la vicenda come avvenuto per il processo che si è concluso lo scorso gennaio. Le prime reazioni, sia del presidente Andrea Dolfi, che di tutti i componenti del club sono state di sorpresa e di un pizzico di amarezza; poi, a freddo, è sopraggiunta maggior serenità anche perché dalle carte non sembrano emergere particolari criticità. (s.s.)
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