Addio al pittore, incisore e politico anima culturale di Santa Croce
Pittore, incisore, scrittore e protagonista della vita culturale e politica santacrocese, Romano Masoni ha contribuito alla nascita di Villa Pacchiani e lasciato un segno profondo nella comunità. Numerosi i messaggi di cordoglio per la scomparsa dell’86enne
SANTA CROCE. Animatore culturale, pittore, incisore, intellettuale prestato alla politica negli anni “caldi” in cui anche la provincia s’infiammava di passione civile. Sono alcune delle vite di Romano Masoni, artista indiscusso e santacrocese doc scomparso all’età di 86 anni.
Classe 1940, allievo della Scuola d’Arte “Simi” di Firenze, fin dall’inizio degli anni Settanta unì all’attività artistica un forte impegno politico e sociale. Nel 1977, insieme a Sergio Pannocchia fu tra i fondatori della rivista politico culturale “Il Grandevetro”. Negli anni Ottanta promosse con altri artisti e intellettuali il “Circolo del Pestival” e il “Progetto Pestival – La grande metafora”. Il progetto portò al restauro e all’inaugurazione nel 1991 del Centro di attività espressive Villa Pacchiani, di cui Masoni è stato direttore fino al 1999.
Proprio Villa Pacchiani oggi ricorre nei ricordi di molti, a cominciare dal sindaco di Santa Croce Roberto Giannoni: «Avevo imparato a conoscerlo proprio a partire da quei giorni in cui inaugurammo alla Villa la “sua” mostra personale, più di cinquanta opere, più di sessant’anni di carriera per un riconoscimento che la sua Santa Croce gli doveva e alla quale la mia amministrazione teneva particolarmente. Poche parole ma una umanità straordinaria. Nascondeva dentro di sé un grande dolore per la perdita della sua amata moglie, un sentimento che coglievo dai suoi occhi quando ci incontravamo e io lo chiamavo “maestro”; lui ricambiava sorridendomi. Le sue opere sparse per la nostra cittadina, nelle case dei santacrocesi e di tanti collezionisti testimonieranno per sempre la sua vita e fin da oggi ci impegniamo per ricordarlo».
Accanto alla carriera di artista, l’impegno politico anche nelle istituzioni, in consiglio comunale, fra il 1975 e il 1980. Gli anni del riconoscimento definitivo anche sul fronte artistico: la Quadriennale di Roma, la Biennale del Fiorino di Firenze. Poi, negli anni Novanta, il volo che spicca oltre i confini nazionali: il Museum of Modern Art di New York, il Fringe Festival Visual Art di Melbourne nel 1997, la Quatrième Triennale Mondiale d’Estampes in Francia e il Centro Berchem di Anversa. «Era anche uno scrittore meraviglioso che ha segnato profondamente la nostra vita culturale – ricorda la segretaria del Pd, Ivetta Parentini –. Di lui, mentre tutti giustamente ricordano Villa Pacchiani, indichiamo anche la meno conosciuta esperienza della Stanza della Memoria alla Pubblica assistenza. Quel luogo, che invitiamo caldamente a visitare, rappresenta a pieno titolo l’idea dell’arte così come la intendeva».
Suoi, numerosi interventi anche in alcuni luoghi-simbolo: il controverso murale della Casa del Popolo Primavera, nel cuore del centro storico, ma anche la sede dei democratici. «Libero, anarchico, inquieto. Attraversato dal mondo, dalle sue contraddizioni, dalle ingiustizie e dalle sofferenze – il ricordo dell’ex sindaca Giulia Deidda –. Il suo sguardo era prezioso proprio perché autentico, mai compiacente. E mi piaceva quella sua capacità di esserci, con una parola, un pensiero, una delle sue lettere così particolari, anche nei momenti in cui serviva. Uno sguardo indipendente, spesso scomodo, mai indifferente alle ingiustizie, alle contraddizioni, alle ferite del nostro tempo. E nella sua inquietudine c’era tutta la sua umanità».
Commozione dalla Pubblica assistenza: «A Romano ci legavano affetto, stima e riconoscenza. Alla sua famiglia e a tutti i suoi cari rivolgiamo le nostre più sincere condoglianze. Grazie Romano, per la bellezza che ci hai donato e per il segno che lasci nella nostra comunità». Esposta al cimitero di Santa Croce da sabato pomeriggio (7 novembre), la salma di Masoni sarà portata a Livorno per la cremazione lunedì alle 9.
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