Il coraggio di ripartire, a Pontedera Giuseppe, Marco e Daniele riaprono la gioielleria devastata dai ladri – Dalla disperazione alla speranza
Dopo il raid che ha messo in ginocchio l’attività di corso Matteotti, i titolari di Oro Genesi tornano ad accogliere i clienti tra lavori ancora in corso e attestati di solidarietà. Intanto il caso accende anche il confronto politico sul tema della sicurezza e dei controlli in città
PONTEDERA. «La forza di una squadra si vede nei momenti complessi, ma la forza di una comunità si misura dall’affetto che sa dimostrare». È con queste parole che i titolari di Oro Genesi, la gioielleria di corso Matteotti colpita da un furto con spaccata nella notte tra sabato 26 e domenica 27 settembre, hanno voluto rivolgersi ai propri clienti dopo il raid. Giuseppe Nocchi, Marco Fantozzi e Daniele Molesti hanno ringraziato clienti, amici e colleghi per i numerosi messaggi di vicinanza ricevuti. «Desideriamo ringraziare tutti per i tantissimi messaggi di vicinanza e supporto ricevuti. La sicurezza resta una priorità e un tema centrale che deve far riflettere tutti noi, a tutela del nostro lavoro e della tranquillità della nostra città».
La ripartenza dell’attività
Nonostante i danni provocati dai ladri, la gioielleria ha già riaperto, anche se l’attività procede ancora a operatività ridotta. «Siamo ripartiti – conferma Giuseppe Nocchi – anche se al 30%. Dobbiamo aspettare ancora qualche giorno per i vetri e per il cancello che era all’ingresso».
La dinamica del colpo
Secondo quanto emerso, il colpo sarebbe stato messo a segno da almeno quattro malviventi, arrivati a Pontedera a bordo di un’auto risultata rubata a Empoli. L’inferriata dell’attività è stata divelta, consentendo ai ladri di entrare rapidamente all’interno dell’oreficeria. «Da parte nostra andiamo avanti a testa alta. La passione per il nostro mestiere e il valore del rapporto con voi sono più forti di qualsiasi ostacolo. Vi aspettiamo in negozio con l’entusiasmo di sempre», sottolineano.
Sicurezza, torna il confronto politico
Il furto ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in città. Mentre proseguono le indagini per individuare i responsabili, non sono mancate le prese di posizione politiche. Il tema dei controlli sul territorio è tornato al centro del confronto tra maggioranza e opposizione. Da una parte il centrosinistra ha contestato alcune dichiarazioni di Fratelli d’Italia, accusando l’opposizione di strumentalizzare il furto e di fare «sciacallaggio» sulla vicenda.
Le richieste di Fratelli d’Italia
Dall’altra, i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Matteo Bagnoli e Federica Barabotti chiedono all’amministrazione comunale chiarimenti sui servizi di controllo effettuati nella notte del raid. «Fascisti e sciacalli sono le parole più usate dalla sinistra quando non ha argomenti concreti», affermano Bagnoli e Barabotti, contestando il modo in cui viene affrontato il tema della sicurezza e il rapporto tra amministrazione locale e Governo. Secondo i due consiglieri, l’amministrazione comunale dovrebbe concentrarsi soprattutto sulle misure concrete a tutela delle attività commerciali.
I dubbi sui controlli della notte del raid
Tra le domande poste dai dai consiglieri c’è anche quella relativa al numero di pattuglie presenti sul territorio nella notte tra sabato e domenica, in particolare nella fascia oraria compresa tra l’una e le sette del mattino. «Recentemente l’organico del commissariato è stato potenziato e la volante era in servizio su Pontedera. C’erano altre pattuglie presenti in città? È stato attivato subito il dispositivo previsto in caso di furti o rapine? », chiedono i consiglieri. «Se la stessa auto dei ladri è arrivata da Monsummano a Pontedera, evidentemente ha evitato ogni controllo. Oppure non ha incontrato controlli sul territorio», sostengono, chiedendo che venga chiarito come si siano svolti i servizi di vigilanza quella notte.
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