Pontedera, gioielleria svaligiata nella notte in corso Matteotti: «Ho visto tutto» – Il racconto, le tute bianche e la tattica degli estintori
Parla uno dei testimoni oculari diretti della scena: «Non dimenticherò mai quei momento»
PONTEDERA. «Una scena incredibile, quasi non credevo ai miei occhi. Sembrava un film: abbiamo visto i ladri arrivare e colpire in pochi minuti. Ci siamo chiusi dentro il bar e abbiamo chiamato il 112». È il racconto di Luca Firmani, titolare del bar Beat, che nella notte ha assistito al blitz ai danni della gioielleria Oro Genesi, in corso Matteotti, nel cuore di Pontedera.
L’arrivo del Suv e il piano della banda
Sono circa le 3.20 di domenica 27 settembre. I bar hanno chiuso da pochi minuti e il corso è deserto. Firmani è ancora fuori dal locale quando nota arrivare un Suv, un’Audi A3 grigia. «Stavo mangiando un panino, ero seduto fuori dal bar – racconta – quando ho visto arrivare un Suv. L’auto è venuta verso il bar, è entrata in via del Teatro, ha girato l’isolato e poi è sbucata nuovamente da via Montanara».
L’assalto alla gioielleria
Pochi istanti dopo entrano in azione quattro persone, tutte con tute bianche e passamontagna. «Sono scesi in quattro – prosegue Firmani – . L’auto si è avvicinata al negozio e ha divelto le inferriate tirandole via con una cinghia e un gancio attaccato all’auto. Poi hanno azionato gli estintori, creando una nube che rendeva impossibile capire cosa stesse succedendo». Il titolare del bar, situato in Piazza Martiri della Libertà, e le altre persone presenti decidono di chiudersi all’interno del locale. «Abbiamo sentito i colpi. Con un tombino stavano spaccando le vetrine. So che può sembrare strano, ma è successo tutto in tre o quattro minuti, non di più. Difficilmente dimenticherò quello che ho visto».
La fuga tra la nube e l’inseguimento
La fuga è altrettanto rapida. «Poi l’Audi è uscita dalla nube – una scena da cinema – ha caricato una persona e già era inseguita da una pattuglia delle forze dell’ordine». Nel frattempo anche altri giovani, che hanno visto l’auto con i quattro soggetti incappucciati, lanciano l’allarme chiamando il 112. La volante della polizia, in servizio sulla Tosco Romagnola e quindi a pochi metri di distanza, interviene rapidamente, allertando anche i carabinieri, la cui caserma si trova a poche strade di distanza.
La corsa sulla superstrada
All’arrivo delle forze dell’ordine, la banda si dà alla fuga a tutta velocità. È una pattuglia dell’Arma, mentre la polizia effettua il primo intervento all’interno della gioielleria, a mettersi all’inseguimento dell’auto dei malviventi, che hanno già fatto perdere le proprie tracce con la refurtiva. Il Suv imbocca la superstrada e procede a forte velocità. I militari faticano a tenere il passo, ma riescono a ricostruire la direzione presa dall’auto, fino alla diramazione per Livorno e quindi verso Vicarello. Durante la fuga, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, i ladri lanciano chiodi a tre punte sulla carreggiata nel tentativo di ostacolare l’inseguimento. La loro azione in città viene ripresa non solo dalle telecamere della gioielleria, ma anche dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona.
Le tracce del Suv si perdono
Alla fine, però, l’auto riesce a far perdere le proprie tracce.
I danni alla gioielleria
All’interno dell’oreficeria arrivano i titolari, Giuseppe Nocchi, Marco Fantozzi e Daniele Molesti, che si trovano davanti a ingenti danni. «Erano dei professionisti – racconta Nocchi – . Avevano un tombino e una mazza. Hanno colpito le vetrine, rompendo tutto con un tombino e un mazzuolo. Il vetro della porta d’ingresso ha ceduto alla base: l’hanno divelto e sono entrati. Hanno svuotato alcune vetrine. Nei prossimi giorni sapremo con precisione cosa hanno portato via. Ringrazio chi ha chiamato subito le forze dell’ordine, altrimenti i danni sarebbero stati anche più gravi».
Il bottino e le tracce di sangue
Il bottino è composto da oggetti preziosi e orologi di pregio. Il valore complessivo della refurtiva deve ancora essere quantificato. «Dobbiamo mettere in sicurezza il negozio il prima possibile – aggiunge Molesti – . Non sarà semplice, visto che è successo di domenica. La Scientifica ha effettuato i rilievi e sono state trovate anche tracce di sangue: qualcuno dei ladri potrebbe essersi ferito durante il colpo».
Le indagini in corso
Sul furto sono in corso le indagini del commissariato di Pontedera. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza e gli elementi raccolti durante i rilievi scientifici per cercare di risalire all’identità dei componenti della banda.
La vicinanza alla gioielleria e il tema sicurezza
In queste ore sono numerosi i messaggi di vicinanza arrivati ai titolari della gioielleria. Anche l’assessore al Commercio Alessandro Puccinelli si è recato sul posto, dove gli operai erano già al lavoro per mettere in sicurezza l’ingresso del negozio. Pontedera domenica 27 agosto si è svegliata con una nuova ferita nel cuore della città e con la consapevolezza che il tema della sicurezza (come succede anche in altre realtà) è ormai sempre più difficile da ignorare.
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