Addio a Giuliano Mannucci: Volterra piange l’insegnante-artista
L'uomo è deceduto a 86 anni a causa di una malattia. Il ricordo del sindaco Giacomo Santi: «Quando lo incontravi era impossibile non parlare di politica. Ha fatto parte di una generazione che ha segnato la storia recente della nostra città»
VOLTERRA. Sul colle etrusco lo conoscevano con il soprannome di Tomea. In tantissimi lo hanno avuto come insegnante all’istituto d’arte. Quasi tutti ne hanno apprezzato la capacità di trasformare materiali tra i più vari in opere dal profondo significato. Giuliano Mannucci era uno di quei personaggi che ha Volterra hanno caratterizzato un’epoca. È per questo che sono in tanti a piangerne la scomparsa avvenuta oggi (1 ottobre) nell’abitazione di famiglia al termine di una malattia che non gli ha lasciato scampo. Le due figlie sono circondate dall’abbraccio di una città intera mentre la salma è esposta all’obitorio dell’ospedale Santa Maria Maddalena prima dell’addio che avverrà senza rito funebre, né religioso e neppure civile.
Mannucci come Franco Furiesi, anche lui scomparso all’inizio di giugno per un malore, faceva parte della generazione d’insegnanti che sono diventati artisti, con un fil rouge che univa il loro lavoro e li teneva legati fatto d’impegno sociale e, soprattutto politico. Senza prendere mai parte direttamente all’attività di un partito o di un consiglio comunale. Ma con la capacità di farsi ascoltare e di dimostrare la propria visione del mondo. «Quando incontravi Giuliano era impossibile non parlare di politica – dice il sindaco Giacomo Santi –. Ha fatto parte di una generazione che ha segnato la storia recente della nostra città».
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