Benzina e diesel, anche Ip si impegna a fissare un limite ai prezzi: «Sconto progressivo» – L’annuncio dopo la mossa di Eni
Allo studio anche una possibile estensione al marchio Esso. Lo sconto al momento riguarda circa 8.500 distributori (39%)
Alla vigilia dell’entrata in vigore del price cap di Eni – che inizia lunedì 28 settembre –, anche Ip interviene contro il caro benzina e gasolio, mentre taxi, tir e Ncc minacciano lo sciopero, visto che la situazione resta di allerta. In base agli ultimi dati dell’Osservatorio del Mimit, infatti, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service in autostrada è arrivato a 2,254 euro al litro per la verde, salendo fino a 2,459 euro al litro per il diesel. Dopo l'annuncio del Cane a sei zampe, pure Socar, azienda energetica dell'Azerbaigian, annuncia la decisione di calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano dalla controllata Italiana Petroli (Ip). Il limite ai prezzi scatterà dal 28 settembre anche per Ip e sarà stabilito in base alle diverse esigenze e verrà applicato «progressivamente». Si valuteranno poi le modalità anche per estendere il meccanismo alle stazioni Esso e «agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip».
La decisione di Socar
Il gruppo Socar, che lo scorso 8 maggio ha finalizzato l'acquisizione di Italiana Petroli da API Holding, «ha deciso di rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia, con l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti». «In questo modo – spiega una nota – la compagnia statale azera aderisce all'appello del Governo italiano di andare incontro alle necessità di famiglie e imprese, che ormai da oltre sei mesi si confrontano con prezzi dei carburanti straordinariamente alti a causa del contesto di forte instabilità geopolitica che impatta le catene di approvvigionamento globali».
Le reazioni di Meloni e Tajani
Quello di Ip «è un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti. Desidero ringraziare per questo il presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf. Il Governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d'acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa», è il commento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. E Antonio Tajani, vicepremier azzurro e ministro degli Esteri, esulta: «Proprio a inizio settembre avevo chiesto a Rovshan Najaf, presidente di Socar, azienda energetica dell'Azerbaigian che controlla Italiana Petroli (IP), di andare in questa direzione. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani. Noi di Forza Italia avevamo ragione».
L’allarme della Cgia
Per la Cgia, comunque, «la situazione resta molto critica», anche perché «gli aumenti di benzina e diesel sino ad ora non hanno pesato solo sulle tasche di famiglie e pendolari», ma «le categorie professionali più colpite sono i camionisti, i tassisti e gli agenti di commercio».
Codacons e Unimpresa
E non solo. Se il Codacons si dice «pronto a portare in tribunale quelle associazioni di categoria del settore petrolifero e dei carburanti che tenteranno di ostacolare gli sconti Eni sui prezzi alla pompa», Unimpresa calcola che il tetto ai prezzi dei carburanti fissato dal Cane a sei zampe sulla propria rete, in vigore da lunedì 28 settembre, vale per una famiglia con due auto un risparmio fino a 17,80 euro a settimana, cioè circa 80 euro al mese.
Le critiche delle opposizioni
Critiche le opposizioni. «Oggi addirittura il gasolio a 2,5 euro al litro, e il governo cosa fa? L'Eni è intervenuta per autocalmierare con un palliativo i prezzi alle stelle del carburante, ma la strategia del governo qual è? Si occupa di che cosa? Del velo nelle scuole? È un problema gravissimo», sbotta il presidente del M5S, Giuseppe Conte. Mentre Angelo Bonelli, co-leader di Avs, incalza l'esecutivo: «Da tempo chiediamo al governo un tetto massimo al prezzo dell'energia e dei carburanti. Meloni non lo ha mai fatto, mentre Eni ha realizzato decine di miliardi di extraprofitti. Ora chiediamo un decreto che, vista l'eccezionalità della situazione, fissi in tutte le pompe d'Italia il prezzo dei carburanti ai livelli di settembre 2025: circa 1,70 euro al litro per il gasolio e 1,60 per la benzina».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
