Addio a Loriano Lazzereschi, ex carabiniere e chef anima della cucina di San Miniato
Aveva fatto del Bar Cantini un punto di riferimento, con una cucina semplice e legata al territorio. Aveva 72 anni. Lascia la moglie Stefania e i due figli
SAN MINIATO. Aveva preso in gestione uno dei locali storici più noti di San Miniato facendolo rivivere con la sua cucina semplice e tradizionale. Da sabato 19 settembre però Loriano Lazzereschi vive solo nei ricordi dei tanti che lo hanno conosciuto dietro il bancone e fra i tavoli. A provocarne la morte una malattia scoperta pochi mesi fa, che non gli ha dato scampo.
Classe 1954, ex carabiniere, era entrato a far parte circa quindici anni fa della storia del Bar Cantini, luogo del cuore dei sanminiatesi veraci affacciato su piazza del Popolo da decenni. Originario di Palaia, aveva saputo riempire i tavoli dell’iconica terrazza affacciata sul Comprensorio con una cucina mai eccentrica e mai povera, ma profondamente radicata nel territorio, corredata da quell’aria di famiglia con la quale aveva saputo arredare quel luogo così longevo, grazie anche alla collaborazione dei figli e della moglie.
Il cordoglio
Cacciatore appassionato, era diventato uno dei quei personaggi che la mattina presto dava il buongiorno al paese e al tran tran che anima il borgo all’ombra della Rocca, fra un “ehilà ragazzo” o un “bella fanciulla” con i quali salutava i clienti affezionati, di tutte le età.
A ricordarlo in queste ore, oltre al sindaco Simone Giglioli e all’amministrazione comunale, sono soprattutto i colleghi cuochi dell’”olimpo” sanminiatese e non solo, facendo memoria di come avesse «saputo farsi amare negli anni per la sua professionalità, la sua passione e la sua umanità, oltre che per i suoi straordinari lievitati, per la cacciagione, di cui andava fiero, e per il profondo legame con il tartufo, eccellenza simbolo della sua terra», come hanno scritto in queste ore dall’Associazione cuochi pisani.
Il ricordo
«Non dimenticherò mai il bene che mi hai voluto e le chiacchierate che facevamo – ricorda Gilberto Rossi, chef di Pepenero –. Quando andavi a casa mia a Treviso portavi sempre gioia e felicità anche ai miei genitori, che ti hanno sempre stimato. San Miniato perde un altro pezzo importante per la ristorazione, quella vera quella concreta quella fatta col cuore».
Lascia la moglie Stefania e i figli Marlene e Roberto. La salma sarà esposta fino a domenica sera, 20 settembre, all’obitorio di Empoli. Il funerale sarà celebrato lunedì 21 in Duomo a San Miniato alle 10,30.
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