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Pontedera, niente prima classe alla Pascoli: timori per il futuro della scuola

di Redazione Pontedera
L’esterno della scuola elementare
L’esterno della scuola elementare

I cittadini chiedono garanzie sul mantenimento della struttura: il quartiere chiede chiarezza sulle scelte per evitare ricadute negative sui servizi della zona

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PONTEDERA. Quale futuro attende la scuola elementare Pascoli? È la domanda che sempre più cittadini del quartiere si stanno ponendo di fronte alle scelte che riguardano il plesso scolastico e che Roberta Minneci di Presidio Civico ha rilanciato sul web in questi giorni. 

Quest’anno alla Pascoli non sarà istituita una classe prima. Rimarrà quindi una sola seconda classe, composta da 14 bambini. Una situazione che inevitabilmente alimenta interrogativi sulla capacità della scuola di continuare a svolgere, negli anni, il proprio ruolo all’interno del quartiere.

A preoccupare i residenti non è soltanto il numero degli iscritti, ma anche il percorso scolastico degli alunni. Secondo quanto viene segnalato, chi frequenta la Pascoli non avrebbe infatti gli stessi criteri di accesso alla scuola media Polo Carlesi degli alunni provenienti dalle elementari del Carlesi, risultando invece destinato alla scuola media Pacinotti, nel quartiere della stazione ferroviaria.

Una differenziazione che, secondo alcuni residenti, rischia di contribuire ulteriormente a indebolire il plesso della Pascoli, rendendolo meno attrattivo per le famiglie. Da qui nasce il timore che, dietro decisioni apparentemente scolastiche e organizzative, possa delinearsi nel tempo un processo di progressivo svuotamento della scuola, fino ad arrivare alla sua chiusura. La Pascoli, però, non rappresenta soltanto un edificio scolastico. Per il quartiere è da decenni un vero e proprio punto di riferimento e un elemento dell’identità della zona.

La sua presenza si inserisce in un contesto a cui sono legate anche alcune attività commerciali e un piccolo giardino pubblico che costituisce un luogo di aggregazione per bambini, famiglie e residenti.

Per questo motivo, secondo chi vive nella zona, qualsiasi decisione sul futuro della scuola dovrebbe essere valutata non soltanto sotto il profilo dell’organizzazione scolastica, ma anche considerando gli effetti che potrebbe produrre sull’intero tessuto urbano e sociale.

A riaccendere l’attenzione sono anche alcune vicende del passato sulle scuole cittadine. Nel 2019, secondo i documenti pubblici allora reperibili sul portale del Comune, l’amministrazione comunale aveva previsto lo spostamento delle classi della materna Pascoli all’interno della struttura che avrebbe dovuto essere realizzata nell’area sotto l’argine, nell’ambito del progetto collegato al terzo ponte. Quel progetto non sarà realizzato. Ma oggi c’è il timore è che la Pascoli possa vivere un percorso già visto in altre strutture. Tra gli esempi citati c’è quello della villa Piaggio e della materna di via De Gasperi. Il confronto alimenta una domanda che i cittadini chiedono venga chiarita: che cosa accadrà alla Pascoli nei prossimi anni? Si tratta semplicemente di una fase legata al numero degli iscritti oppure esiste un progetto più ampio sul futuro del plesso? La questione della scuola si intreccia inoltre con le trasformazioni urbanistiche che interessano la zona, a partire dalla lottizzazione Bellaria. Il timore di molti residenti è che la combinazione tra nuove trasformazioni urbanistiche e progressivo indebolimento dei servizi esistenti possa modificare profondamente l’identità del quartiere.  

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